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Yogaterapia, immunità e ossido nitrico, teoria I

Prima parte

L’aria è il nostro principale nutrimento, prima dell’acqua e del cibo.
Il naso è una delle porte principali per il passaggio dell’energia vitale o Prāṇa, che fluisce nel corpo attraverso migliaia di nādi.
Le principali tra di esse scorrono ai lati del naso: Ida, a sinistra e Piṅgalā a destra, intorno a Suṣumṇā, la nādi centrale[1].
Tra le varie tecniche dello Yoga che hanno trovato applicazione in ambito terapeutico vi è quella della vocalizzazione (vāc[2], nāda[3]) delle lettere sacre (bīja[4]) ed in particolare dell’AUM[5].

Nel mondo anglosassone la vocalizzazione della lettera M è conosciuta con il termine “humming”; essa è stata oggetto di varie ricerche finalizzate a confermarne gli effetti positivi sull’ossido nitrico prodotto dai seni paranasali, sostanza che è coinvolta nel buon funzionamento del sistema immunitario.
In modo semplice e naturale si può ottenere l’aumento della produzione endogena di ON e del flusso tra seni e cavità nasale, grazie ad alcune “pratiche” che appartengono alla millenaria Tradizione yogica.

La respirazione

La respirazione è una funzione automatica, indispensabile per la vita; essa è controllata sia a livello nervoso, sia a livello chimico.
La ventilazione viene regolata dai livelli di anidride carbonica, di ossigeno e dal ph del sangue arterioso. È una regolazione complessa in quanto, in qualsiasi condizione psico-fisica, la pressione parziale di anidride carbonica nel sangue si deve mantenere ad un determinato valore (40 mmHg).
In funzione di questo obiettivo viene regolata la velocità e la profondità del respiro.
La respirazione può essere anche modulata volontariamente[6].
Dopo aver preso coscienza del proprio modo naturale di respirare, lo si può modificare per fare circolare nel corpo una maggiore quantità di aria, ossigeno e energia (il prāṇa della Tradizione Indiana, il chi o qi delle Tradizioni dell’Estremo Oriente).

È importante che la respirazione avvenga completamente attraverso il naso (inspirazione ed espirazione) e non dalla bocca, sia di giorno che di notte.
Il naso è il primo organo della respirazione e costituisce la prima protezione dall’ambiente esterno:

  • filtra inquinanti di ogni tipo, polvere e pollini;
  • porta l’aria in entrata ad una temperatura costante e la umidifica, adattandosi continuamente al clima esterno;
  • protegge dai germi, intrappolandoli nello strato di muco o distruggendoli. Assicura in tal modo una buona respirazione polmonare.

Solo in situazioni di emergenza si può ricorrere alla respirazione con la bocca: ad esempio, quando un raffreddore blocca le vie nasali, durante o a seguito di intensi sforzi fisici[7].

Respirare unicamente dal naso diviene imperativo quando ci si trova in un ambiente inquinato e a contatto -peraltro continuo- con una grande concentrazione di virus e batteri.
I virus spesso sono veicolati attraverso emissioni orali: colpi di tosse, starnuti e la saliva che inavvertitamente emettiamo quando parliamo (troppo vicino all’interlocutore)[8].
Tutta l’aria che respiriamo (dai 10.000 ai 20.000 litri al giorno) contiene un numero imprecisabile di virus e particelle nelle goccioline presenti nell’aria; il naso le filtra, facendo così arrivare ai polmoni aria pulita.

Entrambe le fasi respiratorie devono avvenire attraverso il naso:

  • quando inspiriamo l’aria viene riscaldata e inumidita e il naso di conseguenza si secca e raffredda;
  • al successivo espiro il naso viene di nuovo inumidito e riscaldato grazie all’aria calda che giunge dai polmoni.

La ricerca ha scoperto che il rinovirus, noto per causare raffreddori e infezioni delle vie respiratorie superiori, si moltiplica quando il naso si raffredda, creando un ambiente favorevole per la sua riproduzione[9].
Si può ipotizzare che questo stesso meccanismo faciliti anche la propagazione degli altri virus, tra cui il coronavirus[10].

Cavità nasale e seni paranasali

La cavità nasale è lo spazio attraversato dal flusso di aria in entrata e in uscita quando respiriamo con il naso.
Il setto nasale divide in due la cavità nasale, creando le fosse nasali.
Le due fosse nasali sono la continuazione delle narici[11].
Le cavità dei seni paranasali sono costituite da 4 paia di spazi, che corrispondono ai seni:

  • frontali, posti dietro le sopracciglia, nell’osso frontale;
  • mascellari, all’interno delle ossa mascellari;
  • etmoidi, formati da piccole cavità all’interno dell’osso etmoide, ai lati del naso verso la radice;
  • sfenoidi, nell’osso sfenoide al centro del cranio, sotto la ghiandola pituitaria.

I seni comunicano con le cavità nasali tramite dei piccoli importanti orifizi, chiamati osti.
I seni paranasali -rivestiti da una membrana che produce muco- contribuiscono a mantenere umida e calda l’aria filtrata dal naso in modo da proteggere anch’essi i polmoni.
L’infiammazione delle mucose dei seni nasali causa la sinusite.
Importante è anche il loro ruolo nella risonanza della voce.
I seni paranasali continuamente producono ossido nitrico (ON), che si diffonde ai bronchi e ai polmoni, con effetti broncodilatatori e vasodilatatori.

La cavità nasale: la prima protezione immunitaria

La cavità nasale rappresenta la prima efficace protezione contro tutti gli agenti esterni.
La sua compromissione si riflette sulla salute dei seni paranasali.

Sono vari i fattori che possono incidere negativamente su questo prezioso strumento per la salute[12]:

  • particolarità anatomiche e fisiologiche quali il setto nasale deviato e le allergie;
  • l’inquinamento dell’aria:
  • l’aria piena di microbi;
  • l’aria troppo calda o troppo secca, all’aperto, in casa e negli uffici;
  • tutte le sostanze artificiali e i veleni emessi da vernici, detersivi, spray, etc. con cui siamo in contatto;
  • un’insufficiente attività fisica contribuisce alla stasi e al ristagno del muco nell’organismo. Esso infatti ha bisogno di un adeguato movimento per essere drenato ed espulso attraverso il circolo sanguigno;
  • un lavoro (sedentarietà) che necessita di una continua attività e focalizzazione del sistema nervoso centrale. L’energia si concentra nella testa e tutte le sue funzioni sono “sotto pressione”;
  • un regime alimentare che produce muco in eccesso: latte e formaggi, cereali soprattutto raffinati e prodotti derivati, zuccheri aggiunti e dolci, bevande piene di zuccheri, compresi i succhi di frutta addizionati; bevande gelate. Il mangiare in eccesso.

Il corpo produce muco soprattutto la sera e la notte; il risveglio con difficoltà respiratorie può essere legato al consumo a cena di questo tipo di cibi. L’eccesso di muco causato da un’alimentazione impropria e dagli effetti degli agenti esterni inquinanti può creare problemi respiratori.
Il muco tende ad accumularsi in alto, nella testa.
Fisiologicamente vi è muco nel naso e nei seni, quello necessario alle funzioni che essi svolgono.

Ossido nitrico, ON[13] (o monossido di azoto)

Per la sua importanza in numerosi settori, come la cardiologia, le neuroscienze e l’immunologia, l’ossido di azoto è stato proclamato ” molecola dell’anno” nel 1992.

Nel 1998 è stato assegnato il premio Nobel per la medicina allo scienziato[14] che ne ha messo in luce il ruolo come molecola di segnalazione cardiovascolare (molecola-messaggero), che, rilasciata a livello delle cellule endoteliali (rivestimento dei vasi sanguigni), incrementa il flusso sanguigno con effetti anche sulla memoria, sulla regolazione della pressione sanguigna e sull’immunità[15].
Tuttavia, l’origine precisa e il ruolo fisiologico dell’ossido nitrico (ON) non sono ancora del tutto conosciuti[16], così come il suo meccanismo di produzione.

L’ossido nitrico viene prodotto naturalmente dal corpo ad opera di specifici enzimi, a partire dall’aminoacido L-arginina e in presenza di ossigeno.
Anche l’aminoacido non essenziale citrullina[17], elevando i livelli di arginina nel sangue, ne promuove il rilascio in modo, sembra, ancora più efficace.

L’ON agisce come un vasodilatatore:

  • a livello endoteliale[18] l’ON favorisce la circolazione e abbassa la pressione arteriosa;
  • a livello del sistema nervoso centrale regola sia il flusso sanguigno che il rilascio di neurotrasmettitori;
  • a livello respiratorio facilita il flusso dell’aria nei bronchi e favorisce il passaggio dell’ossigeno dai polmoni al sangue[19];
  • a livello immunitario viene sintetizzato dai fagociti (macrofagi[20]) per un’azione antimicrobica.

In questo caso esso viene attivato dall’interferone gamma.
In presenza di un sistema degli interferoni intatto l’ON è associato ad una attività antimicrobica e ha un ruolo significativo soprattutto a livello batterico, ma minore nella protezione antivirale.
Se il sistema degli interferoni non è funzionante[21] il suo ruolo diviene cruciale nella protezione contro i virus a Dna[22].

L’ON inoltre attiva i movimenti delle ciglia e la secrezione del muco, incrementando la possibilità di rimuovere polvere e particelle virali dal tratto respiratorio[23].

L’ossido nitrico è un radicale libero; esso svolge però sia un’azione ossidante[24] che antiossidante[25]; questi differenti effetti sembrano dipendere -tra gli altri fattori- dalla quantità di ON prodotta, dal tipo di sostanze con cui interagisce e dalla velocità delle reazioni.
Ad esempio, a livello cellulare è stata descritta una sua azione protettiva a basse dosi e dannosa ad alte dosi[26].
Per tale motivo può essere pericoloso assumere integratori a base di ossido nitrico o dell’amminoacido arginina[27].

L’ossido nitrico nei seni paranasali e nel naso

Quando respiriamo con il naso, le cellule epiteliali dei seni paranasali producono ON; esso è presente nell’aria che riempie queste cavità in alta concentrazione, soprattutto nella parte più apicale.
Dai suoi riconosciuti effetti antibatterici, si evince il suo probabile ruolo nel mantenimento della sterilità dei seni paranasali stessi[28].
Nelle cavità nasali si trova in minima quantità.

Negli esseri umani alti livelli basali di ON (controllato nell’espirazione) sono associati con un numero minore di sintomi della comune influenza, suggerendo che la produzione di ON costituisca uno dei meccanismi di difesa interni all’organismo contro i virus delle vie aeree[29].

Decremento della produzione di ON

I livelli di ON espirati dalla bocca e dal naso sono inferiori:

  • nella popolazione bianca rispetto agli asiatici
  • nei fumatori
  • in chi consuma alcol
  • in chi consuma caffeina
  • in chi usa corticosteroidi
  • in coloro che di notte respirano con la bocca[30].

Importanti fattori influenzano la presenza di ON nel naso

  • la piena funzionalità dei seni paranasali;
  • l’integrità dell’ostio, l’orifizio che collega i seni alla cavità nasale; in caso di sua occlusione questo passaggio è ridotto o compromesso;
  • la semplice pratica dell’humming[31] incrementa la produzione di ON e ne favorisce il passaggio dai seni alla cavità nasale.

Questi fattori, collegati tra di loro, sono stati oggetto di numerosi studi, insieme agli effetti antimicrobici e, in particolare, antivirali dell’ON.

Produzione di ON nei seni paranasali, stato dell’ostio e humming

Diverse ricerche hanno confermato l’ipotesi dell’importanza fondamentale dei seni paranasali nella produzione di ON, al quale viene riconosciuto un ruolo nella difesa contro vari microorganismi e dunque nel mantenimento della sterilità dei seni stessi.
L’humming, cioè la “fonazione continua” che somiglia alla ripetizione della consonante MMMM a bocca chiusa, causa una oscillazione nell’aria che incrementa lo scambio gassoso tra seni paranasali e cavità nasali.
Quest’ultimo però può essere ostacolato dalla misura e dalla eventuale occlusione dell’ostio (il piccolo orifizio che collega i seni al naso) considerata all’origine dell’infiammazione della sinusite e della formazione di polipi nasali[32].

L’ostio dunque è un fattore chiave sia nello sviluppo della sinusite e  sia nella regolazione della produzione intranasale di ON.
Infatti, in condizioni patologiche si è registrato un abbassamento del livello di ON nella cavità nasale come conseguenza dell’ostruzione dell’ostio.
Insieme all’abbassamento della pressione nei seni si sviluppa una ipossia relativa (mancanza d’aria).
Tale stato di ipossia è uno dei fattori più potenti nello stimolare la produzione di ON.

Ulteriori dati hanno confermato come una diminuzione della pressione dei seni, come avviene ad esempio nelle allergie o nelle infezioni delle vie nasali alte, può causare un incremento della produzione di ON.
La possibilità di far entrare queste elevati livelli di ON dai seni paranasali alla cavità nasale svolgerebbe un ruolo importante nella difesa contro i microorganismi che invadono il naso[33].
La proposta di misurare il livello di ON durante l’humming si presenta come un metodo non invasivo per misurare lo stato dell’ostio, in modo anche da individuare i soggetti a rischio di sviluppare la sinusite.

divisore fantasia geometrica

[1]Cfr: Introduzione alla fisiologia sottile della Tradizione Vedica-Hindū, in: cakra

[2]Vāc (वाच्) Espressione dalla bocca; discorso; serie di suoni causati dall’espulsione dell’aria dai polmoni attraverso posizioni della bocca e della gola di diversa forma; l’espressione sacra o divina che si riferisce ai Veda.

[3]Nāda (नाद . Suono; voce; risonanza; tono; suono causato dalla vibrazione delle corde vocali nella glottide aperta quando l’aria le attraversa.

[4]Bīja (बीज) .— seme; germe; elemento; origine; fonte; causa; lettera mistica.

[5]Cfr. om aum omkara pranava

[6]M. N. Levy, B. M. Koeppen, B. A. Stanton Principi di fisiologia di Berne & Levy,
ed. italiana a cura di T. Manzoni, Elsevier M., 2007.

[7]F. Ferraro, NOTIZIARIO BUTEYKO- ossido nitrico-virus-humming, aprile 2020, buteyko.it.

[8]Le regole di buona educazione coincidono con la protezione igienica.

[9]Ellen F. Foxman J. A. Storer, M. Fitzgerald, B. R. Wasik, “Temperature-dependent innate defense against the common cold virus limits viral replication at warm temperature in mouse airway cells” Article (PDF Available) in Proceedings of the National Academy of Sciences 112(3) January 2015 with 248 Reads-DOI: 10.1073/pnas.1411030112, in:
www.researchgate.net Temperature dependent innate defense against the common cold virus limits viral replication at warm temperature in mouse airway cells.

[10]F. Ferraro, NOTIZIARIO BUTEYKO- ossido nitrico-virus-humming, aprile 2020, buteyko.it.

[11]wikipedia – Nasal cavity

[12]aipro.info – PERCHE L ARIA DEVE PASSARE ATTRAVERSO IL NASO cenni di otorinolaringoiatria ayurvedica.pdf.

[13]NO in lingua anglosassone.

[14]Nel 1988 il premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina fu assegnato a L. Ignarro “for their discoveries concerning nitric oxide as a signalling molecule in the cardiovascular system.”
Ignarro LJ. Nitric oxide: a unique endogenous signalling molecule in vascular biology. The Nobel Prize 1998 Medicine/Physiology Lecture. 1988.

[15]Rakesh P. Patel,  Anna-Liisa Levonen,  Jack H. Crawford, Victor M. Darley-Usmar
Mechanisms of the pro- and anti-oxidant actions of nitric oxide in atherosclerosis
Cardiovascular Research, Volume 47, Issue 3, August 2000, Pages 465–474, doi.org Published: 18 August 2000, in
academic.oup.com cardiovascres article.

[16]Lundberg JO, Farkas-Szallasi T, Weitzberg E, Rinder J, Lidholm J, Anggaard A, Hokfelt T, Lundberg JM, Alving K. High nitric oxide production in human paranasal sinuses. Nat Med 1995; 1:370–373.

[17]Isolata per la prima volta nel cocomero, citrullus in latino.

[18]Un tipo di tessuto epiteliale formato da cellule regolari molto vicine tra loro con vari funzioni di rivestimento, trasporto, assorbimento e secrezione; è presente nei vasi sanguigni e linfatici. wikipedia – Tessuto epiteliale.

[19]F. Ferraro, NOTIZIARIO BUTEYKO- ossido nitrico-virus-humming, aprile 2020, buteyko.it.

[20]I macrofagi sono cellule immunitarie differenziate nei tessuti dell’organismo con il compito di eliminazione dei rifiuti. Fanno parte del sistema dei fagociti. Sono attivati dall’interferone-gamma prodotto dalle cellule T in presenza di una infezione e incrementano i livelli di uno degli enzimi ON sintetasi che produce ON. Vi sono promettenti studi sulla possibilità di usarlo nelle malattie autoimmuni.
J. Tortora, Berdell R. Funke, Christine L. Case Elementi di microbiologia, Pearson Paravia B. Mondadori, 2008.

[21]Tipi specifici di interferone (tipo I) sono prodotti ad opera dei fibroblasti -un tipo di cellule-chiave nella protezione dai virus- in risposta alle infezioni virali. Tuttavia, molti virus a Dna codificano differenti e numerosi immunomodulatori per disabilitare il sistema di interferoni.

[22]Devangi R. Mehta, Ali A. Ashkar, and Karen L. Mossman, The Nitric Oxide Pathway Provides Innate Antiviral Protection in Conjunction with the Type I Interferon Pathway in Fibroblasts
William P. Halford, Editor in www.ncbi.gov – articles;
www.sciencedirect.com – articles.

[23]www.ncbi.gov – articles
Could nasal nitric oxide help to mitigate the severity of COVID-19?

[24]All’interno dell’organismo operano vari sistemi antiossidanti: SOD (superossido dismutasi), glutatione e catalasi, che lo possono compensare.

[25]Rakesh P. Patel, Anna-Liisa Levonen, Jack H. Crawford, Victor M. Darley-Usmar,
Mechanisms of the pro- and anti-oxidant actions of nitric oxide in atherosclerosis , Cardiovascular Research, Volume 47, Issue 3, August 2000, Pages 465–474, https://doi.org/10.1016/S0008-6363(00)00086-9-Published: 18 August 2000, in: academic.oup.com – cardiovascres article
Analysis of Free Radicals in Biological Systems pp 37-49;
Hogg – Biophysics Research InstituteMedical College of WisconsinMilwaukeeUSA, Pro-oxidant and antioxidant effects of nitric oxide, in
springer.com.

[26]M S Joshi, J L Ponthier, J R Lancaster Jr, Cellular Antioxidant and Pro-Oxidant Actions of Nitric Oxide
Free Radic Biol Med. 1999 Dec;27(11-12):1357-66.  doi: 10.1016/s0891-5849(99)00179-3.
in: pubmed.gov.

[27]F. Ferraro, NOTIZIARIO BUTEYKO- ossido nitrico-virus-humming, aprile 2020, buteyko.it

[28]Lundberg JO, Farkas-Szallasi T, Weitzberg E, Rinder J, Lidholm J, Anggaard A, Hokfelt T, Lundberg JM, Alving K. High nitric oxide production in human paranasal sinuses. Nat Med 1995;1:370–373.

[29]T. Ritz, A.F. Trueba, P.D. Vogel, R.J. Auchus, D. Rosenfield, Exhaled nitric oxide and vascular endothelial growth factor as predictors of cold symptoms after stress, Biol Psychol, 132 (2018), pp. 116-124, in
www.sciencedirect.com – science article

[30]T. Kovesi, R. Kulka, R. Dales
Exhaled nitric oxide concentration is affected by age, height, and race in healthy 9- to 12-year-old children, Chest, 133 (2008), pp. 169-175, in
www.sciencedirect.com – science article

[31]il termine anglosassone “humming” si riferisce all’emissione di un suono a bocca chiusa simile alla vocalizzazione della lettera MMMM.

[32]Lars Olaf Cardel The Paranasal Sinuses and a Unique Role in Airway Nitric Oxide Production?
in American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine doi.org   PubMed: 12119221, in atsjournals.org.
Altri articoli in pubmed.gov

[33]Weitzberg E, Lundberg JON. Humming greatly increases nasal nitric oxide. Am J Respir Crit Care Med 2002; 166:144–145.