fbpx

Lo Yoga è una Tradizione vivente che richiede un lignaggio vivente

[continuità della trasmissione iniziatica diretta da Maestro a discepolo][1]

[continuità della trasmissione iniziatica diretta da Maestro a discepolo][1]

Presentiamo ai lettori la traduzione, seguita dal testo originale, dell’Editoriale di Yogacharya Ananda Balayogi Bhavanani del numero di agosto 2020 di Yogavani, mensile della Indian Yoga Association. Si tratta di un testo di grande rilevanza ed attualità, che rivendica le radici della Tradizione nella loro forma incontaminata.
Con l’Auspicio possa essere fonte di riflessione e sia per tutti i sinceri ricercatori che si sono già avviati sulla Via dello Yoga, sia per coloro che si avvicinano allo Yoga, confusi e perplessi di fronte alle miriade di sigle che a vario titolo ad esso si rifanno. In quest’epoca di degrado e dissoluzione, il Kali-yoga, la Tradizione è fatta oggetto di stravolgimenti, mistificazioni e strumentalizzazioni.
Possa questo scritto, dono di un grande Maestro che da quotidiana dimostrazione della vitalità dello Yoga nella sua pura essenza, aiutare a mantenere vivo e incontaminato l’Insegnamento della Sapienza secondo l’ininterrotta catena.

Ananda Balayogi Bhavanani

Lo yoga, uno dei più grandi tesori della cultura indiana è una Tradizione vivente.

È un modo di vivere nobile, consapevole e cosciente,  che dipende dalla Guru-Śiṣya Paramparā, l’abbondante riserva vivente della saggezza tradizionale di questa arte e scienza senza tempo. Questo lignaggio ininterrotto, il Paramparā trasmette gli insegnamenti non diluiti dal Maestro realizzato al discepolo devoto e sincero, che poi diviene un Maestro per i suoi discepoli. Ciò salvaguarda per le generazioni a venire tale saggezza universale e pura del lignaggio vivente. Come direbbe il mio Guru-padre Yoga Maharishi Dr Svami Gitananda Giri Guru Maharaj,

“Il vero Guru consente al discepolo di manifestare il proprio potenziale interiore non manifesto, diventando così lui stesso un Guru. L’obiettivo è dare potere alla Śiṣya, e NON mantenere  per sempre il discepolo in una condizione limitata e depotenziata”.

Purezza, fedeltà e chiarezza d’intenti erano conservati mediante una trasmissione [iniziatica] ininterrotta [della Sapienza] basata su valore, fiducia, amore e riverenza.
Prima che gli venisse impartita la Sapienza senza tempo con le benedizioni del cuore,  il discepolo doveva innanzitutto guadagnarsi la fiducia del Guru e dimostrare di essere degno di ricevere gli insegnamenti. Insegnamenti che furono ricevuti con gratitudine  da parte del discepolo e poi da questi trasmessi in modo analogo alla successiva generazione.
I principi cardinali che guidavano la trasmissione ininterrotta della Sapienza universale erano [costituiti da ] ideali utopici ed uno spirito altruista.
Attraverso questo  sistema tradizionale, veniva preservata l’elevata qualità dell’insegnamento.
[Il sistema tradizionale di trasmissione iniziatica da Maestro a discepolo] Era un rigoroso meccanismo di controllo della qualità, che assicurava la massima comprensione [dell’insegnamento],  dove le applicazioni pratiche dello Yoga non erano né diluite né degenerate in un modello di business. Per trovare l’acqua, è necessario scavare in profondità in un punto.
Maharishi Patañjali nei suoi Yogasūtra senza tempo ci consiglia di seguire “Ekatattva Abhyāsa[2], il che significa che è necessario operare andando, con costanza e perseveranza, quanto più possibile in profondità, esclusivamente nel percorso scelto [la Via] verso la trasformazione e la liberazione.

Questo [metodo dell’unicità della Via] è identico per  qualsiasi sistema vivente di conoscenza, poiché la tendenza a passare da una tradizione all’altra porta solo a diventare uno scavatore di pozzanghere. Una persona del genere non arriverà  mai alla sorgente dell’acqua, né agli insegnamenti che arricchiscono la vita. La relazione Guru-Śiṣya è una relazione “Uno-a-Uno” [bocca-orecchio] che comprende ogni relazione umana sotto il sole. Questo rapporto si basa su una connessione intima, dinamica ed esperienziale che accende, sostiene e guida la propria Sadhana Yoga verso la realizzazione. Si basa su un senso di libertà e scelta individuale, piuttosto che su dogmi e schiavitù. Lo spazio per tale realizzazione è il Guru-Kula[3], il grembo del Guru dove la Śiṣya è nutrita e la crescita interiore facilitata in modo amorevole ma disciplinato. Proprio come una madre permette a suo figlio di crescere nel suo grembo, il Guru consente alla sua Śiṣya di crescere spiritualmente in un ambiente sicuro e nutriente. Questa crescita interiore è naturale e viene concesso un tempo adeguato perché avvenga in modo spontaneo e Sahāya[4]. Non è né artificiale, né mai forzato esteriormente. In tal modo è facilitato il processo di evoluzione dell’individuo nella sua Natura Universale.

Il Guru non si abbarbica mai alla Śiṣya né lascia che lo facciano i discepoli. Śiṣya non vuole essere una replica del Guru. I discepoli vengono aiutati a diventare “migliori”, secondo le loro possibilità. Questa è vera libertà. Questa è vera crescita. Questo è vero amore. Senza una tale relazione, può manifestarsi la vera crescita spirituale? Tuttavia, come con qualsiasi altro sistema umano strutturato, la degenerazione, l’abuso di potere ed il suo uso deviato da parte di molti “leader” hanno portato a un crollo di questo sistema,  [provocando una] diffidenza generalizzata che si insinua in questa  relazione sacra. Molti “Guru” moderni sono l’antitesi di questo concetto, in quanto mancano di un’intima connessione diretta con i loro seguaci; questi ultimi li mettono semplicemente su un piedistallo e li “adorano”. Hanno creato “marchi” spesso privi di sostanza, apparentemente basati più sui ‘contenitori’ (‘imballaggi esterni’) che sui contenuti.

Questa [situazione] è solo isteria di massa e atteggiamenti da “rock star” rivestiti in termini spirituali. [Questi sedicenti Guru] Sono fondamentalmente solo “MBA”[5]  e “CEO[6]spirituali”. I discepoli sono diventati pecore da contare e da usare per creare imperi. Lo stesso si può dire del fenomeno “Guru morto” in cui il seguace può adorare il proprio guru morto, giustificando tutto ciò che pensa, dice e fa come “Approvato dal Guru”. Questo non è altro che una ” Bhrāntidarśana[7] illusoria, evidenziata da Maharishi Patañjali come ostacolo al progresso spirituale. Nei tempi moderni questo [fenomeno degenerativo] si è manifestato in un movimento “anti-Guru” che cerca di aggirare questa metodologia sperimentata [la Guru-Śiṣya Paramparā della Tradizione] e farla apparire ridondante. Termini come “Yoga post-moderno” e “Yoga post-lignaggio[8]sono branditi in giro come se nessuno avesse più bisogno di una guida lungo percorso. Questo, negli ultimi tempi,  è il risultato della glorificazione dell’ego individuale e della tendenza a pensare di sapere cosa è meglio per noi.

Questo, a mio parere,  non è altro che un’eccellente illustrazione del detto: “Il cieco che cerca di guidare il cieco”. [Tutto] Ciò manca di razionalità  poiché, quando gli insegnamenti vengono degradati in semplici tecniche e concetti teorici piuttosto che essere strumenti trasformativi di autorealizzazione, si perde l’anima stessa degli insegnamenti. Ciò ha portato le persone a provare a “FARE” yoga piuttosto che a “ESSERE” Yoga. Lo Yoga è uno stato dell’essere e il raggiungimento di questo “stato dell’essere” superiore richiede la Guru Kṛpā[9]. Qualsiasi versione dello Yoga moderno che cerchi di aggirare il Guru-Śiṣya Paramparā NON è più Yoga, ma è solo un’imitazione di plastica a buon mercato priva di vita, luce e anima. Può “apparire” come Yoga, ma non è più quello autentico.

Testo originale:

Yoga is a Living Tradition that Requires a Living Lineage!

Editorial by Dr Ananda Balayogi Bhavanani in the August 2020 issue of Yogavani, the monthly of Indian Yoga Association.

https://www.academia.edu/43845729/Yoga_is_a_living_tradition_that_requires_a_living_lineage_

Yoga, one of the greatest treasures of our Indian culture is a living tradition.

It is a mindful and conscious way of noble living that depends on the Guru-Śiṣya Parampara, the abundant living reservoir of traditional wisdom of this timeless art and science. This unbroken lineage, the Parampara passes on the undiluted teachings from the realized master to the dedicated and sincere disciple, who then became a master to his disciples. This safeguards such Universal, pure wisdom of the living lineage for generations to come. As my Guru-father Yoga maharishi Dr Swami Gitananda Giri Guru Maharaj would say,

The real Guru enables the disciple to manifest their own inner un-manifest potential thus becoming a Guru themselves. The goal is to empower the Śiṣya, and NOT to keep them, limited and disempowered as a disciple forever.

Purity, fidelity and clarity of purpose were maintained by such a seamless transmission based on value, trust, love and reverence. The disciple had to first earn the trust of the Guru and prove to be worthy of the teachings before they were imparted the timeless wisdom with heartfelt blessings. Those on the side of the disciple were received with gratitude and transmitted to the next generation in a similar manner. Utopian ideals and a spirit of altruism were the cardinal principles guiding the uninterrupted transmission of universal wisdom.

This was the traditional system through which the highest quality of teaching was sustained. It was a strict quality control mechanism that ensured the highest understanding and practical applications of Yoga were neither diluted nor degenerated into a business model. To strike water, one needs to dig deep in one place. Maharishi Patanjali in his timeless Yogasūtra advises us to follow “Ekatattva Abhyāsa”, meaning thereby that one needs to go consistently and persistently as deep as possible on the singular path one has chosen towards transformation and liberation. This is the same with any living system of knowledge as the tendency to go hopping from one tradition to another only leads to one becoming a puddle digger. Such a person never gets to the source of water, nor the life enriching teachings. The Guru-Śiṣya relationship is a “One-to-One” relationship that encompasses every human relationship under the sun. This is based on an intimate, dynamic, and experiential connection that ignites, sustains and drives one’s Yoga sadhana towards fruition.

It is based on a sense of freedom and individual choice rather than dogma and bondage. The space for such enfoldment is the Guru Kula, the womb of the Guru where the Śiṣya is nourished and inner growth facilitated in a loving, yet disciplined manner. Just as a mother enables her child to grow in her womb, the Guru enables their Śiṣya to grow spiritually in a safe and nourishing environment. This inner growth is natural and adequate time is given for it to occur in a spontaneous and Sahaja manner. It is neither artificial, nor externally forced at any point of time. This facilitates the process of an individual’s growth into their Universal Nature. The Guru never holds on to the Śiṣya nor lets them hold on to them. The Śiṣya is not meant to be a replica of the Guru. They are helped to become the “best” they that they can be. This is true freedom. This is true growth. This is true love.

Without such a relationship, can true spiritual growth manifest? However as with any other human hierarchical system, degeneration set in and the misuse and abuse of power by many ‘leaders’ led to a breakdown of this system with generalized distrust creeping into the sacred relationship. Many modern mega “Guru-s” are the antithesis of this concept as they lack an intimate direct connection with their followers who just put them on a pedestal and “hero worship” them. They have created “Brands” that often lack substance and are seemingly more based on external packaging than content. This is just mass hysteria and “rock star” tendencies clothed in spiritual terms. They are basically just “Spiritual MBAs” and “Spiritual CEOs”. Disciples have become sheep to be counted and used to create empires. The same can be said about the “Dead Guru” phenomenon where the follower can worship their dead guru and justify everything they think, say and do as being “Approved by the Guru”.

This is nothing but an illusionary “Bhrantidarshan” that Maharishi Patanjali quotes as an obstacle to spiritual progress. In modern times this has manifested in an “Anti-Guru” movement that tries to bypass this time-tested methodology and make it seem redundant. Terms like “Post-Modern Yoga” and “Post-Lineage Yoga” are brandied around as if no one needs guidance on the path anymore. This is the result of the glorification of the individual ego in recent times, and a tendency to think that we know what is best for us. This to me is no more than an excellent illustration of the saying, ‘The blind trying to lead the blind’. This lacks rationality as the very soul of the teachings is lost when the teachings are debased into mere techniques and theoretical concepts rather than being transformative tools of self-realization. This has resulted in people trying to ‘DO” Yoga rather than “BE” Yoga. Yoga is a state of being and the attainment of this exalted “state of being” requires Guru Krupa. Any version of modern Yoga that tries to bypass the Guru-Śiṣya Parampara is NOT Yoga anymore but is just a cheap plastic imitation that lacks life, light and soul. It may “look” like Yoga, but is not the real deal anymore.

locandjna yoga
divisore fantasia geometrica

[1]Per ulteriore approfondimento, cfr: https://loyogadellatradizione.com/diksa-sampradaya-parampara/

[2]Citazione da Yogasūtra, Samadhi-Pada:
tat-pratiṣedha-artham-eka-tattva-abhyāsaḥ ॥32॥
तत्प्रतिषेधार्थमेकतत्त्वाभ्यासः ॥३२॥
Chi pratica assiduamente supera questi ostacoli. || 32 ||
eka uno; tattva = principale; verità; argomento; abhyāsaḥ = assiduità; pratica entusiasta

[3]Gurukula गुरुकुल: sistema di educazione spirituale. Da guru (“insegnante” o “maestro”) e kula कुल casa, residenza di una comunità, gruppo, compagnia.

[4]Sahāya सहाय.— compagno, seguace, aiutante, aderente, seguace, assistente.

[5]MBA: Master Business Administration

[6]CEO: Chief Executive Officer, Amministratore Delegato di una Società.

[7]Bhrāntidarśana भ्रान्तिदर्शन: percezione errata. Citazione da Yogasūtra, Samādhi-pāda:
व्याधि स्त्यान संशय प्रमादालस्याविरति भ्रान्तिदर्शनालब्धभूमिकत्वानवस्थितत्वानि चित्तविक्षेपाः ते अन्तरायाः ॥३०॥
vyādhi styāna saṃśaya pramāda-ālasya-avirati bhrāntidarśana-alabdha-bhūmikatva-anavasthitatvāni citta-vikṣepāḥ te antarāyāḥ || 30 ||
Malattia, pigrizia mentale, dubbio, mancanza di entusiasmo, indolenza, brama del piacere dei sensi, falsa percezione, disperazione causata dalla mancanza di concentrazione, instabilità nella concentrazione: queste distrazioni sono gli ostacoli alla conoscenza.

[8]Post-lignaggio: al di fuori della continuità della trasmissione Tradizionale della Sapienza Maestro-discepolo. Di fatto, interruzione della continuità della catena iniziatica tradizionale.

[9]Kṛpā कृपा (f): compassione, grazia, misericordia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!