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Yoga e Ayurveda, due aspetti di un’unica tradizione

[Estratto da ‘Śauca, purezza e purificazione (shuddhi), la base della Śadhana yogica’, 2017, ISBN: 9788892644540]

Lo Yoga e l’Ayurveda hanno entrambi le loro origini nei più antichi Veda e condividono una eguale visione dell’Universo.
L’Ayurveda, antica scienza medica che considera l’individuo nella sua unità, è un fondamentale strumento del percorso yogico.
I “padri” dell’Ayurveda, Charaka, Susruta, Vagbhata e altri, erano grandi Rishis (saggi) e Yogi.
Sivananda e Aurobindo esprimono nei loro scritti la complementarietà di Yoga ed Ayurveda in quanto fondati sugli stessi “principi di vita”.

Aurobindo sottolineava l’importanza di seguire una attitudine yogica in ogni situazione della vita (dieta, sonno, attività sessuale, etc).
Sivananda curava mente e corpo seguendo anche i principi dell’Ayurveda di cui ha descritto la pratica.
Egli ha inoltre dedicato alcuni suoi scritti ad approfondire la relazione tra dieta e salute.
L’osservanza delle regole riguardanti la moderazione e l’equilibrio nella dieta -regole valide anche nelle attività fisiche, mentali e spirituali- è la strada che permette di purificarsi gradualmente e di procedere nella giusta direzione del cammino yogico.
Riportiamo alcuni dei concetti fondamentali espressi da Sivananda e Aurobindo nelle loro Opere.

Sw. Sivananda e l’Ayurveda

Prima Parte
Sivananda- Practice of Ayurveda

Non per sé stessi, non per la realizzazione di un terreno desiderio di guadagno, ma unicamente per il bene dell’umanità sofferente dovresti curare il tuo paziente e così eccellere. Coloro che vendono la cura della malattia come una mercanzia, raccolgono polvere e ignorano l’oro.
Un medico che non entra nelle profondità dell’anima del paziente con la vivida luce della sua conoscenza non può curare con successo nessuna malattia.[1]

Sivananda curava il corpo e l’anima con ogni sistema di medicina compreso l’Ayurveda, che dà grande importanza ai vari stadi di “corruzione” dei tre dosha o umori del corpo[2].
Nel campo della nutrizione sottolineava l’importanza del latte e del miele insieme a vari tipi di vegetali, grani e legumi e l’eliminazione di cibi che diano acidità.
Si dovrebbe mangiare quando si ha fame, non essere guidati da un orologio!

In via generale, si consiglia di seguire la regola secondo la quale è meglio nutrirsi di mattina e di sera, periodi in cui Agnihotra è attivo[3], iniziando con cibi dolci, poi salati e acido/aspri (entrambi incrementano le capacità digestive), alla fine quelli amari.
Un uomo affamato non dovrebbe bere e un uomo assetato non dovrebbe mangiare.
Solo una piccola quantità di acqua al termine del pasto prima di alzarsi.
Viene ricordata l’importanza di mangiare in tranquillità interiore ed esteriore.

La dieta secondo l’Ayurveda -ricorda Sivananda- varia con il clima, il luogo, il terreno, l’ambiente e la prakriti o costituzione individuale, che va individuata all’interno di quattro tipi (equilibrata, predominio di Vata, Pitta o Kapha[4]).
Viene esposta la dottrina relativa alle caratteristiche dei cibi (rasa, virya, vipaka e prabhava [5]), le regole per le corrette associazioni alimentari, la classificazione di spezie, erbe e delle preparazioni ayurvediche[6], i principi igienici[7].
Ogni tipo di malattia compresa la convalescenza ha la sua dieta specifica[8] cui si riconosce grande influenza non solo sul corpo ma anche sulla mente e sul temperamento della persona, così come grande importanza hanno la mente e le emozioni sulla salute.

Vengono descritti i metodi diagnostici ayurvedici come l’ascolto del polso, la diagnosi e il trattamento e numerose erbe ed alimenti medicamentosi, anche se ad ogni alimento viene riconosciuta una capacità curativa[9].
L’Ayurveda è considerato più di una scienza, una vera e propria arte fondata anche sulla conoscenza delle combinazioni di sapori, del mutamento degli stessi  e dei loro diversi effetti a seconda, per esempio, dei differenti stadi  di maturazione di un frutto o di un’erba.
La malattia origina da eccessi o carenze nell’alimentazione, nel sonno, in Bramacharya (i tre pilastri dell’Ayurveda [10]) e nel mancato ascolto della voce della Natura.

Coloro che praticano e seguono la grande scienza dell’Ayurveda nutrono grande rispetto ed adorazione verso Maharshi Chyavana[11]  il quale creò un tonico per ringiovanire il corpo la cui ricetta fu a lui donata da Aswini Kumaras (gli dei gemelli vedici). Il Chyavanaprash è formato da molti importanti ingredienti ed apporta equilibrio nei tre umori o dosha, difendendo dalle malattie e rinvigorendo il corpo.[12]

Seconda Parte
Sivananda – health and diet

In questa opera[13] Sivananda descrive le conoscenze intorno alla salute che tutti dovrebbero avere, in particolare gli Yogi.
La salute viene descritta da Sivananda come un bene che va oltre la ricchezza, uno stato positivo, non una semplice negazione della malattia.
Un diritto di natura.
Chi ha una buona salute non ha altro da desiderare[14].
La salute è collegata ad una dieta regolare costituita da cibi semplici e naturali, nella quantità necessaria per il nutrimento del corpo.
La dieta dovrebbe essere tale da assicurare efficienza fisica e buona salute. Il benessere dell’uomo dipende dalla perfetta nutrizione, infatti un uomo è ciò che mangia[15].
Il rispetto e la cura che dobbiamo al nostro corpo hanno qui le loro radici:

“ …il Divino Architetto -Ishvara- ha costruito il corpo umano con l’aiuto della Madre Prakriti…..Il corpo è come un misterioso palazzo che si muove. E’ qui che dimora Brahman…immortale Anima o Atman.
Anche le Upanishad si riferiscono allo sviluppo dell’essere umano nella sua interezza.[16]
“Il corpo è necessario per l’evoluzione dell’uomo, il corpo è cibo e il cibo è vita, è il tempio di Dio, deve essere pulito e libero da contaminazioni. Esso non è un deposito (magazzino) per le attrazioni terrestri, ma un mezzo di liberazione dal ciclo di nascita e morte”.

Nella cura che dobbiamo avere di noi stessi troviamo innanzitutto:

  • la cura dei denti (ad esempio con sciacqui di acqua e sale al termine del pasto o sale unito ad olio di mostarda come pasta dentifricia o ancora l’uso dell’erba Neem per massaggiare le gengive);
  • una buona masticazione che è la base della salute[17];
  • evitare di mangiare troppo e senza fame, (moderazione o mitahara, riempire solo ¾ dello stomaco), mangiare di meno e più lentamente, non mangiare tra i pasti, fare due soli pasti[18].

Tra le altre regole da seguire per mantenere salute e vitalità:

  • consumare solo frutti maturi e possibilmente con la buccia (mele e carote);
  • introdurre alcuni vegetali crudi come cetriolo e radici;
  • ridurre i cibi cotti al minimo;
  • non superare i 4 o 5 tipi di cibi diversi in ogni pasto per non affaticare la digestione (importanza delle corrette combinazioni alimentari);
  • non riscaldare i cibi sul fuoco;
  • non consumare cibi vecchi;
  • evitare cibi in scatola;
  • aspettare di essere calmi per mangiare e farlo in tranquillità e in silenzio;
  • ricordare che Dio dimora in tutti i cibi, frutti e vegetali.
  • Egli è colui che dona l’abbondanza durante i pasti e in ogni momento;
  • pregare prima e dopo i pasti.;
  • digiunare una volta a settimana per far riposare l’organismo ed eliminare i veleni;
  • considerare il cibo come una medicina.

Dopo il pasto viene consigliato di sedersi in Vajrasana per 15 minuti per aiutare la digestione e riposarsi per mezz’ora, prima di intraprendere qualsiasi attività. Rimanere nella contemplazione di Dio o fare Japa mentalmente in modo tranquillo.
………………prendere il cibo quando il flusso di Pingala Nadi scorre nella narice destra. ………dormire sul lato sinistro…tutto ciò aiuta a digerire bene.[19]

Sivananda si esprime in modo chiaro e preciso sul consumo di carne; egli considera antigienico e pericoloso mangiare carne, non necessario e innaturale, una violazione della legge fisica e morale, e ricorda le parole del Grande Maestro Gesù: “Va e impara cosa significhi, Io desidero Compassione e non sacrificio”[20] e di Pitagora: “Non uccidere né danneggiare alcuna creatura”.

“La terra offre abbondanza di cibo puro (frutti, vegetali, erbe, grani).
L’uomo è stato creato frugivoro o mangiatore di frutti.
Frutta/i, vegetali sono all’origine della salute, ………tutto ciò che è desiderabile e necessario per la nutrizione umana si trova nel regno vegetale. La frutta ha il vantaggio di possedere tanti nutrienti in forma facilmente digeribile e pronta per l’assimilazione rinforzando i muscoli e rivitalizzando l’organismo”.
I vegetali verdi o a foglia vengono definiti da Sivananda come una benedizione per l’umanità. Essi sono considerati perfino sostituti del latte. E sappiamo quanto il latte sia importante nel regime dietetico dell’India.

Gli esseri umani e in particolare i bambini non possono crescere bene se la loro dieta è composta principalmente di cereali (ancor peggio se raffinati) ed è carente di latte, verdure e frutti, i cosiddetti “cibi protettivi” in quanto ricchi di vitamine, sali minerali e proteine[21].
Tra i cibi salutari vi sono anche tutti i tipi di noci (frutta secca) ricche in proteine, dei grassi e alcune vitamine e minerali. Il cocco è considerato benefico sia come acqua (dal cocco giovane, rinfrescante e ricca di vitamine con pochi grassi), sia come olio considerato salutare come l’olio di fegato di merluzzo.
Il miele, tonico e rigenerante, stimolante del cuore, uccide i germi ed è utile nelle malattie della gola e dei bronchi e anche per i diabetici, che possono trarre giovamento anche dal consumo dei fagioli di soia (e non dei suoi derivati).

Viene sottolineata l’importanza delle corrette combinazioni alimentari (ad esempio amidi, proteine e grassi vanno accompagnati con vegetali verdi); alcuni cibi sono poi suddivisi per le loro proprietà alcalinizzanti e acidificanti o per il loro contenuto di nutrienti[22].
Per ogni disturbo o malattia di cui si soffre o per i diversi periodi della vita che si attraversano vi è una dieta adeguata.
Per lo yogin Mitahara, la moderazione, è il cibo ideale[23].

Il digiuno dona riposo agli organi ma lo stesso si ottiene con una dieta moderata [24].
La moderazione va accompagnata al consumo di cibi sattvici, leggeri e nutrienti, essenziali per la meditazione (ad esempio: latte, orzo, datteri, frutta, vegetali, grano, burro, miele, mandorle). L’istinto e la voce interiore saranno la nostra guida nello scegliere ciò che è più adatto al nostro temperamento e alla nostra costituzione.

Nella Bhagavad Gita si afferma come lo Yoga non sia adatto per colui che mangia troppo o che non mangia affatto e per colui che dorme troppo o non dorme affatto (VI-16).

Nella Tattva Upanishad leggiamo: colui che ha padronanza dello yoga (esperto) dovrebbe abbandonare il cibo dannoso per la pratica dello Yoga.

Per Sivananda “…la pratica del vegetarianesimo conduce la coscienza verso una intima esperienza del fondamento divino di tutte le forme di vita: solo questa esperienza può divenire il fondamento della unità, dell’armonia, della felicità e del progresso del mondo.
………Troviamo che il vegetarianesimo non è fine a sé stesso, ma un potente, illuminato strumento per tradurre (trasformare) le vite degli individui in forze che consolidano la virtù, in centri di nature elevate che irraggiano e diffondono aiuto, amore, servizio, pace e felicità in tutte le forme di vita.
E ciò è una verità evidente di per sé stessa -egli continua- che non ha bisogno di argomentazioni.

Essere vegetariani non riguarda solo lo sviluppo fisico, mentale e intellettuale. L’uomo è più di un corpo ed una mente: è essenzialmente un assolutamente perfetto, puro e libero Spirito nella sua vera e più profonda natura.
La dieta non vegetariana che è di per sé crudele e brutale è un grande ostacolo per questo processo di sviluppo spirituale.
Vi è dunque una intima relazione tra la dieta e la mente e la purezza del cibo…se il cibo è impuro anche la mente diviene impura nel suo lavoro, a causa delle tossine immesse.”

Charaka nel 200 A.D. scriveva:
Atreya disse: “Mangia cibo gradevole nella giusta misura ad orari regolari con i sensi sotto controllo. Riconosci o uomo saggio che il cibo sgradevole causa malattie e sofferenze”[26].
Per il paziente che segue la giusta dieta il medico è superfluo, ma senza la giusta dieta la medicina è inutile.

Dal discorso di Sri Swami Sivananda per l’inaugurazione a Rishikesh della Dietetic Exhibition (Dietetic Jnana Yajna, May 1954):
“…..il cibo sattvico  dona la memoria per rendere possibile di pensare al proprio Atman……avete dimenticato la vostra natura essenziale e pensate: sono un Brahmino, un avvocato, Mr. Gupta, sono in salute, intelligente, magro,  etc….
Devo dire e dichiarare: sono Brahman, Sono l’essenza che tutto pervade.
Quando identifichi te stesso con il corpo e dici io sono Mr. così e così tu sei limitato. Tu sei oltre il corpo e la mente, tu sei l’Atman che tutto pervade….
Tat Tvam Asi: quello tu Sei”.

Bibliografia

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Svāmī Sivananda, Health and Diet, The Divine, Life Society, P.O. Shivanandanagar, Distt.Tehri-Garhwal,Uttarakhand, Himalayas, India, 2014, sintesi e traduzione a cura dell’Autore
Sri Aurobindo, Letters on yoga IV, volume 31, complete works Sri Aurobindo, Pondicherry, India, 2014, sintesi e traduzione a cura dell‘Autore
Bhikkhu Bodhi Il Nobile Ottuplice Sentiero, L’essenza dell’insegnamento del Buddha, ed. Promo-Libri, Scuola della Salute Buddhismo il retto sforzo, seconda parte, in scienzanewthought.wordpress.com
C. Humphreys, Guida Alla Meditazione, Mediterranee , Roma, 1988
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Charles Malamoud, Le Radici del pensiero filosofico – LA CIVILTÀ INDIANA E IL VEDA, esonet.org
Frank J. Ninivaggi, Ayurveda, C.E. Astrolabio-Ubaldini, Roma, 2002
B.K. Gupta, Saggezza senza tempo dall’antica India, Laksmi, 2014, XIV
Robert E. Svoboda, Prakruti, Mediterranee, 1996
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A.Comba, La medicina indiana (Āyurveda), Torino, Promolibri,1991;
A.Comba, Il rasāyana. Le tecniche e i rituali usati dall’antica medicina indiana per ringiovanire e diventare longevi, “Yogatattva”,1985
K. Vyas-D. Belfort, Le bien-etre par l‘Ayurveda, Marabout Ed, 2010
G. Geloso, Dal concepimento alla senescenza nella tradizione Ayurvedica, Ayurveda la scienza della vita – Il concetto di nutrizione in ayurveda , Università di Palermo, 2009, in cesmipalermo.com
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http://www.hinduwebsite.com;
http://shrikrishangausewa.org/index.php?route=product/category&path=126
Paul Turner, Stephen Rosen, http://www.ivu.org/news/march2000/hinduism.html, IVU News, 2000, Hinduism and Vegetarianism, By Paul Turner; sources: Diet for Transcendence by Stephen Rosen..
Saverio Sani, Ṛgveda. Venezia, Marsilio, 2000,
Sebastian Pole, Una vita autentica, Macroedizioni
Alessandra Loffredo, guidaIndia.com

Gli articoli sull’Ayurveda sono tratti dal libro:
L. Bordoni Śauca, purezza e purificazione (shuddi), la base della Sadhana yogica, Youcanprint 9788892644540, in www.ibs.it

divisore fantasia geometrica

[1]Charaka, citato in Sw. Sivananda, Practice of Ayurveda, Publishers’ Note, The divine Life society, Himalayas, India, 2013

[2]Sw. Sivananda, Practice of Ayurveda, Ayurveda theory and practice, the importance and value of the ancient Indian system of medicine, The divine life society, Himalayas, India, 2013

[3] Saverio Sani. Ṛgveda. Venezia, Marsilio, 2000, pgg. 25 e segg. Il rituale del sacrificio vedico (yajña) -il cui elemento centrale era il fuoco- è il mezzo con cui gli uomini scambiavano doni con gli dei. L’atto di offerta al fuoco di alimenti o bevande era denominato agnihotra (offerta al fuoco.), ed era presente in ogni cerimonia vedica.
Esso era considerato un atto di purificazione.

[4]ibidem, chapter III, doctrine of vata-pitta-kaphas, Appendix

[5]bidem, chapter IV

[6]ibidem chapters XVI-XIX

[7]ibidem, chapter V

[8]ibidem, chapter VI, Ayurveda on diet, ancient Indian dietetics

[9]ibidem, chapter VIII Nadi Vijnana

[10]ibidem, Appendix

[11]ibidem, Appendix

[12]Estratto da ‘Śauca, purezza e purificazione (shuddhi), la base della Śadhana yogica’, 2017, ISBN: 9788892644540.

[13]Sw. Sivananda, Health  and Diet, The Divine, Life Society,  P.O. Shivanandanagar, Distt.Tehri-Garhwal, Uttarakhand, Himalayas, India, 2014, sintesi e traduzione dall’ inglese a cura dell’Autore

[14]ibidem, chapter 1, Health is above Wealth

[15]ibidem, Diet and health

[16]ibidem, chapter 1, Upanishads on foods

[17]ibidem, chapter 1, Masticate well, care of teeth

[18]ibidem, chapter 1, Avoid overeating

[19]ibidem, chapter 1, Dietetic rules

[20]ibidem, chapter 1, give up meat-eating at once: “Go ye and learn what this meaneth, I desire Mercy and not sacrifice”; Mt. 12,7; Mt. 9,13.

[21]ibidem,  chapter 2, Nutrition and health

[22]ibidem, chapter 7, Acid and Alkaline forming foods

[23]ibidem chapter 5, Moderate diet, mitahara

[24]ibidem chapter 5 Moderate diet (mitahara)

[25]ibidem, chapter 9, place of diet in Ancient India

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