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Trāṭaka

trataka yogi

Trāṭaka त्राटक, letteralmente “guardare o fissare”, è una tecnica descritta nell’ Haṭhayoga Pradīpikā nel secondo capitolo dedicato al prāṇāyāma:

अथ तराटकम
निरीक्ष्हेन्निश्छल-दॄशा सूक्ष्ह्म-लक्ष्ह्यं समाहितः |
अश्रु-सम्पात-पर्यन्तमाछार्यैस्त्राटकं समॄतम || ३१ ||
atha trāṭakam
nirīkṣenniśchala-dṝśā sūkṣma-lakṣyaṃ samāhitaḥ |
aśru-sampāta-paryantamāchāryaistrāṭakaṃ smṝtam || 31 ||
Essendo calmi, si dovrebbe guardare in modo focalizzato un piccolo segno, finché gli occhi non si riempiono di lacrime. Questo è chiamato trāṭaka dagli ācārya [i Guru realizzati].
मोछनं नेत्र-रोगाणां तन्दाद्रीणां कपाटकम |
यत्नतस्त्राटकं गोप्यं यथा हाटक-पेटकम || ३२ ||
mochanaṃ netra-roghāṇāṃ tandādrīṇāṃ kapāṭakam |
yatnatastrāṭakaṃ ghopyaṃ yathā hāṭaka-peṭakam || 32 ||
Trāṭaka distrugge le malattie degli occhi e rimuove la pigrizia, ecc. Dovrebbe essere tenuto segreto con molta attenzione, come uno scrigno di gioielli.

Questa tecnica può essere definita come focalizzazione concentrata dello sguardo in un punto. Vi sono due tipi di trāṭaka: esterno (bahiraṅga) e interno (antaraṅga).

La sua pratica regolare costituisce un potente ausilio per sviluppare la capacità di astrazione dagli stimoli sensoriali eccetto quello della ‘vista’, che viene utilizzata per la concentrazione focalizzata. Tenendo presente che occhi sono la ‘porta di accesso’ verso la mente, ne consegue che quando gli occhi sono fissi e fermi, anche la mente è fissa e ferma: in tal modo, parallelamente al consolidamento della capacità di concentrazione focalizzata, il flusso dei pensieri si attenuerà fino a bloccarsi.

Per le sue caratteristiche è quindi anche uno strumento per il pratyāhāra[1].

Sono state sviluppate molteplici tecniche di trāṭaka; di seguito proponiamo quelle ritenute più utili per il pratyāhāra a livello base, intermedio ed avanzato. Anche per il trāṭaka si conferma la raccomandazione di eseguire la pratica sotto la guida di un insegnante esperto, che sarà in grado di modularla in funzione delle specificità psico-fisiche dell’allievo.

Tecnica base

Pratichiamo lo scioglimento ed il rilassamento con la sequenza che segue[2]:

  • respirazioni separate addominale, toracica, completa o diaframmatica (yogica)
  • movimenti del collo (grīvā saṃcalana)
  • scioglimento dei piedi (namana)
  • torsione addominale (jānu śakti vikasat)
  • posizione del vento liberato (supta pavanamuktāsana)
  • posizione del gatto (biḍālāsana)
  • posizione del cane che guarda in basso (adho mukha śvānāsana)
  • la montagna (tāḍāsana-samasthitiḥ)
  • la palma che oscilla (tiryak tāḍāsana)
  • movimenti del tronco (katiśakti vikāsaka)
  • la pinza in piedi (uttānāsana)
  • il coccodrillo (makarāsana)
  • la sfinge (sālamba bhujaṅgāsana)
  • posizione distesa (śavāsana)
  • assumiamo ora la posizione meditativa di base (sukhāsana o vajrāsana) che dovremo mantenere durante tutta la pratica [3], e pratichiamo per qualche minuto la respirazione yogica consapevole con il prāṇāyāma riequilibrante (nāḍī śodhana[4]pratica base livelli 1-4[5].

Accendiamo una candela poggiata su un supporto in modo tale che si trovi all’altezza degli occhi e ad una distanza di 70 /80 cm circa dal volto.

Riprendiamo la posizione e controlliamo la correttezza della postura (stabile e confortevole, con la colonna vertebrale eretta), cercando di non muovere il corpo durante tutta la durata della pratica.

Iniziamo trāṭaka:

  • fissiamo intensamente il punto più luminoso della fiamma, proprio sopra la cima dello stoppino;
  • continuiamo a fissare la fiamma in modo concentrato e focalizzato per alcuni minuti, senza muovere le pupille o battere le ciglia (all’inizio è normale che risulti difficile, ma con la pratica assidua si riuscirà nell’intento) fino a perdere la consapevolezza del resto
  • quando gli occhi diventano stanchi, o se iniziano a lacrimare, chiudiamoli e rilassiamoli
  • ad occhi chiusi, prendiamo coscienza dell’immagine complementare della fiamma, della candela ovvero dell’impressione della sua luce sulla retina dell’occhio
  • concentriamoci su questa immagine, cercando di mantenerla all’altezza delle fronte (leggermente più in alto del centro fra le sopracciglia)
  • quando l’immagine inizia a svanire, apriamo gli occhi e ripetiamo la pratica (fissiamo la fiamma ad occhi aperti, poi concentriamoci sull’immagine interiore visibile ad occhi chiusi) per 5-10 minuti.

Tecnica intermedia

Si utilizzano le stesse modalità della tecnica base, utilizzando al posto della candela uno Yantra[6] di cui proponiamo due immagini base:

sahasrara yantra immagine

Sahasrāra  Yantra सहस्रार यन्त्र

siva yantra immagine

Śiva Yantra शिव यन्त्र

Tecnica avanzata

Consolidate le tecniche base ed intermedia, si potrà passare al trāṭaka interno (antaraṅga) ad occhi chiusi. Ferma restando la preparazione (già descritta nella tecnica base), come strumento si potrà utilizzare la visualizzazione interiore di un cakra o di un bīja[7]. Anche in questo caso proponiamo un’immagine tipo:

manipura cakra immagine

Maṇipūra cakra

Prendendo come riferimento l’immagine, si potrà procedere per gradi, utilizzando prima singoli elementi simbolici che la costituiscono, unendoli poi fino a raggiungere lo stadio di visualizzazione interiore completa. Anche in questo caso sarà cura del Maestro introdurre e illustrare i significati di ciascun elemento.

Durata

Per scopi generali sono sufficienti da 15 a 20 minuti.
Per scopi spirituali o per rettificare difetti degli occhi la durata dovrebbe essere prolungata.
I sofferenti di insonnia e tensione mentale dovrebbero praticare Trāṭaka la sera per 15 minuti prima di dormire.

Tempo e sequenza

Può essere praticata in ogni momento, anche se quello migliore è fra le 4 e le 6 del mattino, dopo āsana e prāṇāyāma.
Lo stomaco dovrebbe essere vuoto in modo che la concentrazione sia più intensa.

Precauzioni

Non vi sono rischi nella forma semplice di trāṭaka sulla fiamma di una candela, ma inizialmente si dovrebbero evitare sforzi eccessivi.
Chi porta lenti a contatto deve toglierle.
La capacità di mantenere gli occhi aperti senza battere le palpebre sarà gradualmente sviluppata con la pratica.

Benefici

A livello fisico trāṭaka aiuta a corregge debolezza ed alcuni difetti degli occhi come la miopia.
A livello mentale aumenta la stabilità nervosa, rimuove l’insonnia e rilassa anche la mente più agitata.
Sviluppa concentrazione, dato che gli occhi sono la porta di ingresso verso la mente.
Quando gli occhi sono fissi e fermi, anche la mente è fissa e ferma.
Man mano che la concentrazione aumenta, il procedimento del pensiero cessa automaticamente.

divisore fantasia geometrica

[1]Per approfondire, cfr: Yoga pratyāhāra प्रत्याहार porta di accesso allo Yoga interiore (antaryoga-saṃyama), a cura di Liliana BORDONI e Fabio MILIONI, YCP 2023,  ISBN | 979-12-21497-22-9

[2]Cfr: sequenza descritta in: https://loyogadellatradizione.com/sequenza-di-base/

[3]Cfr: https://loyogadellatradizione.com/asana/asana-per-la-meditazione/
https://loyogadellatradizione.com/asana/asana-per-la-meditazione-sukhasana/
https://loyogadellatradizione.com/asana/asana-per-la-meditazione-vajrasana/#

[4]https://loyogadellatradizione.com/pranayama/nadi-sodhana/

[5]Vedi: Nāḍī-śodhana, la purificazione energetica secondo la Tradizione, a cura di L. Bordoni e F. Milioni, YCP, 2020, pgg. 19-30

[6]Per approfondire, cfr: https://loyogadellatradizione.com/yantra-e-cakra/

[7]Per approfondire e visualizzare altri yantra  e cakra, cfr: https://loyogadellatradizione.com/yantra-e-cakra/