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Sūryanamaskāra सूर्यनमस्कार nell’insegnamento di Śrī Svāmī Sivananda

Nota del curatore: traduzione in italiano e riproduzione dell’articolo originale per gentile concessione della Divine Life Society di Rishikesh, – dlshq.org – cui sono riservati tutti i diritti. La fonte è consultabile al link.
Sivanandaonline.org

partica yoga suryanamaskara

Sūryanamaskāra, सूर्यनमस्कार l’offerta di prostrazioni al Sole, è praticato al mattino presto o alla sera, di fronte al Sole. Il Sole come simbologia della divinità per la salute e la lunga vita. Il genio della Sapienza indiana, attraverso la pratica di Sūryanamaskāra, ha sviluppato un metodo unico per realizzare la perfetta sintesi di corpo, mente e spirito. Con la sua profonda intuizione della natura della mente umana, il Saggio indiano ha abilmente intessuto nella routine quotidiana di ogni uomo questo impareggiabile sistema di auto-conoscenza a tutto tondo.

Solo uno sviluppo armonioso del corpo e della mente può consentire all’uomo la realizzazione, vivendo una vita fruttuosa e felice qui in questo mondo. Un corpo malato agisce come un peso morto, impedendo alla mente di librarsi negli stati superiori dell’Essere. Un corpo eccellente, ben costruito, forte e sano, se serve  ad ospitare esclusivamente una mente non sviluppata o malata, è capace di fare molto male e poco bene. Un buon corpo e una mente acuta, ma con lo spirito interiore completamente assopito, è come una bella villa senza fondamenta che può cadere in qualsiasi momento. Uno sviluppo perfettamente armonico di corpo, mente e spirito, invece, consente la perfezione. Sūryanamaskāra [è lo strumento che consente di] raggiungere questo sviluppo armonioso.

Sūryanamaskāra è un processo che sia avvale della combinazione Yoga che integra  āsana e prāṇāyāma (posture yogiche e respirazione regolata). Prima che gli apprendisti intraprendano la pratica di posture ed esercizi yogici più complicati e difficili associati a prāṇāyāma, i muscoli della colonna vertebrale e del corpo dovrebbero acquisire una certa flessibilità. La pratica di Sūryanamaskāra riduce il grasso addominale, apporta flessibilità alla colonna vertebrale e agli arti e aumenta anche la capacità respiratoria.

Sono dodici posizioni che coinvolgono la colonna vertebrale, ciascuna delle quali allunga legamenti differenti e fa effettuare alla colonna vertebrale movimenti diversi. La colonna vertebrale è piegata in avanti e indietro alternativamente con inspirazione ed espirazione profonda; in alcuni casi un po’ di sospensione del respiro. Ogni volta che il corpo è piegato in avanti, la contrazione dell’addome e del diaframma fa espellere il respiro. Quando il corpo si piega all’indietro, il torace si espande, realizzando automaticamente l’inalazione profonda. In questo modo il corpo diventa flessibile e i polmoni iniziano a funzionare in modo completo; il che si traduce in una corretta respirazione. Inoltre, attraverso la leggera stimolazione dei muscoli delle gambe e delle braccia garantisce una buona circolazione del sangue. Allo stesso tempo, i raggi vivificanti del sole giocano sul corpo dell’uomo, aspirando le tossine insieme al sudore, rinvigorendo la circolazione e dando vita all’organismo umano, la vita che solo il Sole può dare. Per una persona con gli arti e la colonna vertebrale rigidi, l’esercizio Sūryanamaskāra è benefica per ri-acquisire la flessibilità perduta.

[Per quanto riguarda la pratica] coloro che hanno un’inclinazione spirituale o religiosa, farebbero bene a seguire le seguenti indicazioni.

Prima di eseguire il Sūryanamaskāra l’apprendista può recitare la preghiera all’Onnipotente Signore:
Preghiera al sole:

“Om Suryam Sundaralokanathamamritam Vedantasaram Sivam,
Jnanam Brahmamayam Suresamamalam Lokaikachittam Svayam;
Indradityanaradhipam Suragurum Trailokyachudamanim,
Brahmavishnusivasvarupahridayam Vande Sada Bhaskaram.”

Significato: adoro sempre Sūrya, il sole, il bellissimo Signore del mondo, l’immortale, la quintessenza del Vedānta, l’auspicio, la conoscenza assoluta, della [medesima] forma del Brahman, il Signore degli dèi, sempre puro, ‘UNO, vera coscienza del mondo stesso, il Signore di Indra, degli dèi e degli uomini, il precettore degli dèi, la corona preziosa dei tre mondi, il cuore stesso delle forme di Brahma, Viṣṇu e Siva, il donatore di luce .

Quindi [durante la pratica] ripetere i dodici nomi del Signore, a turno (mentalmente), per ogni Namaskāra. I dodici nomi sono:

  1. Om Mitrāya Namah ॐ मित्राय नमः (Prostrazione a Colui che è tutti ama)
  2. Om Ravaye Namah ॐ रवये नमः (Prostrazione a Colui che genera il cambiamento)
  3. Om Sūryāya Namah ॐ सूर्याय नमः (Prostrazione a Colui che induce l’attività)
  4. Om Bhānave Namah ॐ भानवे नमः (Prostrazione a Colui che illumina)
  5. Om Khagāya Namah ॐ खगाय नमः (Prostrazione a Colui che si muove nel cielo)
  6. Om Pūṣṇe Namah ॐ पूष्णे नमः (Prostrazione a Colui che da forza e nutrimento)
  7. Om Hiraṇyagarbhaya Namah ॐ हिरण्यगर्भाय नमः (Prostrazione a Colui che tutto contiene, l’aureo uovo cosmico)
  8. Om Marīcaye Namah ॐ मरीचये नमः (Prostrazione al Signore dell’alba)
  9. Om Ādityāya Namah ॐ आदित्याय नमः (Prostrazione al figlio di Aditi, madre cosmica)
  10. Om Savitre Namah ॐ सवित्रे नमः (Prostrazione a Colui che tutto produce)
  11. Om Arkāya Namah ॐ अर्काय नमः (Prostrazione a Colui che è degno di essere adorato)
  12. Om Bhāskarāya Namah ॐ भास्कराय नमः (Prostrazione a Colui che conduce all’illuminazione)

Essendo la forza più fulgida e vivificante di questo pianeta, il Sole costituisce una rappresentazione visibile dell’invisibile, il Signore Onnipotente. La stragrande maggioranza degli uomini non può pensare al trascendente Supremo Assoluto senza l’aiuto di qualche simbolo o idea concreta. Per loro il Sole costituisce il miglior ausilio simbolico per l’adorazione e la meditazione.

Sūryanamaskāra, quindi, fornisce le basi per la splendida cultura a tutto tondo di corpo, mente e Spirito, cultura fondamentale per ogni essere umano.

La Pratica

Attenzione: durante tutta la pratica, i movimenti e la respirazione devono essere molto lenti e ritmici. Evitare scatti improvvisi di qualsiasi parte del corpo e forti inspirazioni ed espirazioni in rapida successione, inclusa la ritenzione del respiro che causa tensione nei polmoni.

Posizione n. 1: rivolti verso il sole, incrociare le mani, tenere i palmi uniti che toccano il centro del petto con entrambi i pollici[1], tenere le gambe unite rimanendo eretti.
partica yoga suryanamaskara
Praṇāmāsana  प्रणामासन (Tāḍāsana ताडासन – Samasthiti समस्थिति)[1]

Posizione n. 2: inspirare lentamente sollevando le braccia sopra la testa. Piegarsi all’indietro.

partica yoga suryanamaskara

Hasta Uttānāsana हस्त उत्तानासन

Posizione n. 3: espirando lentamente,  piegarsi in avanti fino a portare i palmi aperti in linea con i piedi. Toccare le ginocchia con la testa tenendo le gambe dritte senza piegarsi. All’inizio si possono flettere leggermente le ginocchia; dopo alcuni giorni di pratica, le gambe potrebbero essere mantenute dritte.

partica yoga suryanamaskara
 Uttānāsana  उत्तानासन [3]

Posizione n. 4: dopo un’inalazione lenta e profonda, spostare la gamba destra con un lungo passo indietro. Tenere le mani e il piede sinistro ben saldi a terra senza muoversi, sollevare la testa e guardare avanti. Il ginocchio sinistro dovrebbe trovarsi tra le mani.

partica yoga suryanamaskara

Aśvasañcalanāsana  अश्व सञ्चलन

Posizione n. 5: trattenere il respiro. Muovere la gamba sinistra, affiancando il piede sinistro con il destro, rendendo così il corpo una linea retta. L’intero peso del corpo dovrebbe riposare sulle mani e sui piedi.

partica yoga suryanamaskara

Caturaṅga Daṇḍāsana चतुरङ्ग दण्डासन

Posizione n. 6: espirando, abbassare lentamente il corpo in modo tale che solo gli otto arti – due dita dei piedi, due ginocchia, due mani, petto e fronte- tocchino il pavimento. La regione addominale deve essere mantenuta leggermente rialzata.

partica yoga suryanamaskara

Aṣṭāṅga Namaskāra अष्टाङ्ग नमस्कार

Posizione n. 7: inspirando, sollevare lentamente la testa e piegare la colonna vertebrale all’indietro il più possibile.

partica yoga suryanamaskara
Bhujaṅgāsana भुजङ्गासन[4]

Posizione n. 8: espirando, abbassare lentamente la testa, sollevare il corpo, le dita dei piedi e le mani appoggiate a terra.

partica yoga suryanamaskara
Adho Mukha Śvānāsana धोमुखश्वानासन[5]

Posizione n. 9: inspirando, portare il piede sinistro lungo il livello delle mani. Il piede e il ginocchio destro dovrebbero toccare il suolo. Guardare avanti (come la posizione n. 4).

partica yoga suryanamaskara

Aśvasañcalanāsana  अश्व सञ्चलन

Posizione n. 10: espirando, portare in avanti anche la gamba destra e tornare alla posizione n. 3.

partica yoga suryanamaskara

Pādahastāsana पादहस्तासन

Posizione n. 11: inspirando,  sollevare le mani sopra la testa e piegarsi all’indietro come nella posizione n. 2.

partica yoga suryanamaskara

Hasta Uttānāsana हस्त उत्तानासन

Posizione n. 12: portare lentamente le mani come nella posizione n. 1. Espirare e rilassarsi simultaneamente in Tāḍāsana.

partica yoga suryanamaskara

Praṇāmāsana  प्रणामासन (Tāḍāsana ताडासन – Samasthiti समस्थिति)

Questo è un namaskāra. Dopo aver completato dodici namaskāra, sdraiarsi a terra sulla schiena e rilassare tutti gli  arti,  uno dopo l’altro, partendo dalle dita dei piedi fino alla sommità della testa. Questa posizione si chiama Śavāsana[6] (posizione del cadavere). All’inizio della pratica, se ci  si sente stanchi dopo tre o quattro namaskāra, si può interrompere per poi aumentare gradualmente il numero (uno ogni giorno o ogni due giorni) per tutto il tempo facendo molta attenzione che non si generi troppa tensione in qualsiasi parte del corpo. Il numero può essere aumentato a seconda delle capacità di ciascuno. Ci sono persone che possono fare 108 namaskāra di fila senza grandi sforzi.

Appendice - Note del Curatore

Nello stile di lavoro che abbiamo adottato la priorità è data alle fonti, riportate nella loro integrità, senza commenti; questo allo scopo di salvaguardarne il Significato nella sua incontaminata purezza.

Ciò premesso, alcune considerazioni:

  • Conformemente alla Tradizione, l’insegnamento Yoga -nell’ambito della Sādhana – è impartito da un Maestro (Guru) ad un apprendista-discepolo in possesso delle qualificazioni richieste. Quindi l’apprendimento reale di Sūryanamaskāra dovrebbe essere acquisito ‘dal vivo’ con la guida del Maestro; il quale valuterà modi e tempi dell’insegnamento calibrandoli specificatamente sulle condizioni di partenza del discepolo. L’insegnamento, quindi, terrà conto dell’unicità fisico-psichica-spirituale dell’apprendista e partendo da essa svilupperà la trasmissione dei significati fisici, energetici e spirituali. Sempre avendo presente il principio basilare di Ahiṃsā, la non-nocività.
  • Sūryanamaskāra non è un esercizio ginnico, ma una tecnica Yoga dove la componente ‘fisica’ è solo la base, il supporto per una pratica completa che coinvolge chi la esegue in modo globale, su tutti i piani. Ciascuna posizione, ciascun movimento, così come la sequenza completa, sono portatori di Significati che vanno conosciuti, appresi, interiorizzati con gradualità. Per questo, prima di eseguire Sūryanamaskāra è indispensabile acquisire un’adeguata padronanza delle singole āsana di cui è composto il saluto devozionale al Sole.
  • Sūryanamaskāra, pur potendo costituire una pratica a sé stante e completa, è comunque parte integrante della Sādhana Yoga. Percorso che coinvolge l’intera esistenza dell’ apprendista, il Sādhaka; percorso all’interno del quale deve trovare una collocazione adeguata che tenga conto di tempo, spazio e condizioni. Nello stile di vita moderno (connotato da sedentarietà e stress) sono legittimi adattamenti e cautele, non ammissibili stravolgimenti. Trasformare Sūryanamaskāra in una pratica ginnica a scopo salutistico, è bene sottolinearlo, nulla ha che vedere con lo Yoga.

Testo originale [8]

The Sūryanamaskāra or offering prostrations to the Sun, is practised in the early morning or evening, facing the Sun. The Sun is supposed to be the deity for health and long life. The genius of the Indian Sage has, in the Sūryanamaskāra Exercise, evolved a unique method of effecting perfect synthesis of culture of body, mind and spirit. With his intuitive insight into the nature of the mass mind, the Indian Sage has cleverly woven into every man’s daily routine this unparalleled system of all-round self-culture.

A harmonious development of the body and mind alone can enable man to fulfil his ambitions and live a fruitful and happy life here in this world. A sickly body acts as a dead-weight preventing the mind from soaring into the higher realms. An excellent, well-built body, strong and healthy, if it serves only to house an undeveloped or diseased mind, is capable of much harm and little good to anyone. A good body, and a keen mind, with the inner spirit entirely dormant is like a lovely mansion without foundation liable to topple over at any moment. A perfectly harmonious development of the body, mind and spirit makes one perfect. Sūryanamaskāra achieves this harmonious development.

Sūryanamaskāra is combined process of Yoga Asanas and Pranayama (Yogic postures and regulated breathing). Before students take up the practice of more complicated and difficult Yogic postures and exercises in Pranayama, the spine and body muscles should acquire some flexibility. This exercise of Sūryanamaskāra reduces abdominal fat, brings flexibility to the spine and limbs, and also increases the breathing capacity.

There are twelve spinal positions each stretching various ligaments and giving different movements to the vertebral column. The vertebral column is bent forward and backward alternately with deep inhalation and exhalation of breath and a little of retention of breath in some cases. Whenever the body is bent forward, the contraction of the abdomen and diaphragm, throws out the breath. When the body bends backward the chest expands and deep inhalation occurs automatically. In this way the body becomes flexible and the entire portion of the lungs begins to function which results in correct breathing. Moreover, it gives mild exercises to leg and arm muscles and ensures good circulation of blood. At the same time, the sun’s life-giving rays play on the man’s body, sucking away the toxins along with perspiration invigorating circulation and imparting life to the human organism-the life which the sun alone can give. For a person with stiff limbs and spine the Sūryanamaskāra exercise is a boon to bring back lost flexibility.

Those who are spiritually or religiously inclined, would do well to follow, in addition, the instructions given below:

Before doing the Sūryanamaskāra the student may chant the prayer to the Almighty Lord:
Prayer to the sun:

“Om Suryam Sundaralokanathamamritam Vedantasaram Sivam,
Jnanam Brahmamayam Suresamamalam Lokaikachittam Svayam;
Indradityanaradhipam Suragurum Trailokyachudamanim,
Brahmavishnusivasvarupahridayam Vande Sada Bhaskaram.”

Meaning: I always adore Surya, the sun, the beautiful Lord of the world, the immortal, the quintessence of the Vedanta, the auspicious, the absolute knowledge, of the form of Brahman, the Lord of the gods, ever-pure, the one true consciousness of the world itself, the Lord of Indra, the gods and men, the preceptor of the gods, the crest-jewel of the three worlds, the very heart of the forms of Brahma, Vishnu and Siva, the giver of light.

Then repeat the twelve Names of the Lord by turn (mentally) for each Namaskāra. The twelve names are:

  1. Om Mitrāya Namaḥ (Prostration to Him who is affectionate to all)
  2. Om Ravaye Namaḥ (Prostration to Him who is the cause for change)
  3. Om Sūryāya Namaḥ (Prostration to Him who induces activity)
  4. Om Bhānave Namaḥ (Prostration to Him who diffuses Light)
  5. Om Khagaya Namah (Prostration to Him who moves in the sky)
  6. Om Pushne Namaḥ (Prostration to Him who nourishes all)
  7. Om Hiranyagarbhaya Namaḥ (Prostration to Him who contains everything)
  8. Om Marīcaye Namaḥ (Prostration to Him who possesses rays)
  9. Om Ādityāya Namaḥ (Prostration to Him who is the son of Aditi)
  10. Om Savitre Namaḥ (Prostration to Him who produces everything)
  11. Om Arkāya Namaḥ (Prostration to Him who is fit to be worshipped)
  12. Om Bhāskarāya Namaḥ (Prostration to Him who is the cause of lustre)

The sun being the most effulgent and life-giving force in this planet, it forms visible representation of the invisible Almighty Lord. The vast majority of men cannot think of the transcendent Supreme Absolute without the help of some concrete object or idea. To them the Sun forms the best object for worship and meditation.

Thus, Sūryanamaskāra provides the foundation for the magnificent all-round culture of body, mind and Spirit, which is essential for every human being.

Technique

Caution: During all these positions, movements of the limbs and breathing must be very, very slow and rhythmical. Sudden jerks of any part of the body and hard inhalation and exhalation in quick succession including retention of breath causing strain in the lungs, should be completely avoided.

Position No. 1: Face the sun, fold the hands, keep the palms together touching the middle of the chest with both thumbs, keep legs together and stand erect.

Position No. 2: Slowly inhale and raise the arms overhead. Bend backward.

Position No. 3: Slowly exhale and bend forward till the palms are kept flat in line with the feet. Touch the knees with your head keeping the legs straight without bending. In the beginning there may be slight bend at the knees to effect this, but after some days’ practice, the legs could be kept straight.

Position No. 4: After slow and deep inhalation, move the right leg from the body in a long backward step. Keep the hands and the left foot firmly on the ground without moving, raise the head, and look forward. The left knee should be between the hands.

Position No. 5: Retain the breath. Move the left leg and keep the left foot along with the right foot, thus making the body a straight line. The entire weight of the body should rest on the hands and toes.

Position No. 6: Exhale, slowly lower the body and let eight limbs of the body-two toes, two knees, two hands, chest and forehead-alone touch the floor. The abdominal region is to be kept slightly raised.

Position No. 7: With inhalation, slowly raise your head and bend the spine backward as much as possible.

Position No. 8: Exhale, slowly lower your head and raise the body, the toes and hands resting on the floor.

Position No. 9: Inhale and bring the left foot along the level of the hands. The right foot and knee should touch the ground. Look forward (Same as Position No. 4).

Position No. 10: Exhale, bring the right leg also forward and come back to Position No. 3.

Position No. 11: Inhale and raise the hands overhead and bend backward as in Position No. 2.

Position No. 12: Slowly bring your hands as in Position No. 1. Simultaneously exhale and relax in Tadasana.

This is one Namaskāra.

After completing twelve namaskaras lie down flat on the ground on your back and relax each and every limb one by one from toes to the crown of the head. This is called Śavāsana (corpse pose). To begin with if one feels tired after three or four Namaskaras, he may stop with that and increase the number gradually (one every day or every two days) all the time taking care that too much strain is not caused on any account, on any part of the body. The number may be increased according to each one’s capacity. There are persons who can do 108 Namaskaras at a stretch without great strain.

divisore fantasia geometrica

[1]La posizione delle mani è in namaskāra mudra (N.d.c.)

[2]Cfr: adasana-samasthitih

[3]Cfr: uttanasana

[4]Cfr: bhujangasana

[5]Cfr: adho mukha svanasana

[6]Cfr: savasana

[7]sivanandaonline.org