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Śrī Rāmakṛṣṇa Paramahaṃsa

Rappresentazione di Śrī Rāmakṛṣṇa Paramahaṃsa

“All Scriptures are true, that all religions are like paths which lead to the same common goal of the one Infinite Divinity. All of my religious practices, Yoga practices, devotional exercises have been for the good of others and not for my own good.” [1]
(“Tutte le Scritture sono vere, tutte le religioni sono come sentieri che conducono allo stesso comune obiettivo dell’unica Divinità Infinita. Tutte le mie pratiche religiose, le pratiche Yoga, gli esercizi devozionali sono per il bene degli altri e non per il mio bene. “)

“Rāja Yoga leads to this communion through concentration and meditation. It has eight steps. The first is Yama, which consists in non-injuring, truthfulness, non-covetousness, chastity, and the non-receiving of gifts. The second is Niyama, which includes austerities, forbearance, contentment, faith in the Supreme Being, charity, study, and self-surrender to the Supreme Will. The practice of various physical postures is comprised in Āsana, the third; while Prāṇāyāma or breathing exercises constitute the fourth step. The fifth is Pratyāhāra and consists in making the mind introspective and one-pointed. Concentration  or Dhāraṇā is the next; Dhyāna or meditation  is the seventh, and Samādhi or the state  of super consciousness the eight.”[2]

(“Il Rāja Yoga conduce a questa comunione [unione con l’Essere Supremo] attraverso la concentrazione e la meditazione. Ha otto passi/gradini. Il primo è Yama, che consiste nel non ferire, nella sincerità, nella non cupidigia, nella castità e nel non ricevere doni. Il secondo è Niyama, che include austerità, pazienza, soddisfazione, fede nell’Essere Supremo, carità, studio e arrendersi alla Suprema Volontà. La pratica delle varie posizioni fisiche è compresa in Āsana, la terza; mentre Prāṇāyāma, o esercizi di respirazione, costituiscono il quarto passo. Il quinto è Pratyāhāra e consiste nel rendere la mente introspettiva e focalizzata. La concentrazione o Dhāraṇā è il successivo; Dhyāna, o meditazione è il settimo, e Samādhi o lo stato di super coscienza l’ottavo. ” ).

“So the practice of Haṭha Yoga will bring one control over the body, but it will carry one only so far. Rāja Yoga, on the contrary, deals with the mind and leads to spiritual results through discrimination, concentration and meditation.”[3]
(“La pratica dell’Haṭhayoga condurrà esclusivamente al controllo sul corpo. Il Rāja Yoga, al contrario, si occupa della mente e conduce a risultati spirituali attraverso la discriminazione, la concentrazione e la meditazione.”).

“There are many Yoga powers, but do you remember what Kṛṣṇa said to Arjuna about them? When you see one who exercises any of these powers, you may know that such a one has not realized God, because the exercise of these powers requires egotism (Ahaṃkāra) , which is an obstacle in the path of supreme realization.”[4]
(“Esistono molti poteri [che possono essere acquisiti con la pratica dello] Yoga, ma ricorda cosa ha detto Kṛṣṇa ad Arjuna su di loro? Quando vedi uno che esercita uno di questi poteri, saprai che [si tratta di qualcuno] che non ha realizzato[l’Illuminazione suprema arrivando a] Dio, perché l’esercizio di questi poteri richiede l’egotismo (Ahaṃkāra) [è sotto l’influenza massima dell’ego], che è un ostacolo nel percorso di realizzazione suprema. “).

Gadadhar Chattopadhyay, conosciuto come Śrī Rāmakṛṣṇa Paramahaṃsa रामकृष्ण परमहंस, è annoverato tra i grandi Adepti dei tempi moderni. Rāmakṛṣṇa fu iniziato nel Saṃnyāsi संन्यास e all’ Advaita Vedānta, il non-dualismo. Successivamente, Rāmakṛṣṇa raggiunse il Nirvikalpa Samādhi, lo stato più elevato della realizzazione spirituale, dal quale uscì come egli stesso ha raccontato, quando ricevette l’Illuminazione di “rimanere nello stato di Bhavamukta [भवमुक्त, stato di esistenza intermedio tra Samādhi e coscienza normale], per l’illuminazione del popolo“. Sempre secondo le biografie accettate, nel 1866 Govinda Roy, un Guru che seguiva la via Sufi, iniziò Rāmakṛṣṇa nell’Islam. Successivamente, dal 1873 iniziò a praticare anche il Cristianesimo.

Per approfondire l’insegnamento di questo grande Adepto, Maestro dello Yoga e dell’Advaita Vedānta, suggeriamo di fare riferimento al sito italiano del  Rāmakṛṣṇa mission, dove è possibile leggerne la biografia.
Rilevante anche la biografia scritta da Śrī Svāmī Sivanandaji Maharaj.

Qui è possibile consultare alcuni scritti.

  • Il pandit e la lattaia
  • Un aneddoto
  • Sarvamangala
  • Le sette giare
  • Jatila
  • Il cobra
  • Chi ha ucciso la mucca?
  • Consigli ai monaci e ai laici
  • Ramakrishna si è rotto un braccio
  • Detti
  • Detti II
  • Aneddoti

Nel sito di archive.org. è possibile consultare il testo in inglese:

  • Life Of Sri Ramakrishna,

(Publication date 1948, Book Source: Digital Library of India Item 2015.6332):

divisore su sfondo chiaro con fantasia geometrica

[1]The Gospel of  Rāmakṛṣṇa, authorized edition published by the Vedānta Society, New York, 1907, pg. 423.

[2]Ibidem, pgg. 271.

[3]Ibidem, pg. 274-75.

[4]Ibidem, pg. 320.