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La Liberazione ha una rilevanza immediata di Śrī Svāmī Cidananda

foto di sri svami cidananda

Il Supremo obbiettivo finale della via Vedica di vita è mokṣha o Liberazione. E mentre l’immediatezza di questo obbiettivo è stato posto e affermato nel ‘qui e ora’ del jīvanmukti ( il liberato in questa vita mentre è ancora vivente), c’è ancora un sentimento che questo è qualcosa di remoto su cui sforzarsi per essere acquisito, per essere raggiunto, molto lontano, un obiettivo distante: “Avendo raggiunto Quello, essi non ritornano: quella è la Mia suprema dimora.” (Bhagavadgītā).

Ma la liberazione ha una rilevanza, una immediata rilevanza come anche una implicazione. E forse se questa immediata rilevanza non è riconosciuta, compresa e afferrata, allora il tradizionale concetto di liberazione continuerà sempre ad essere una lontana, distante e remota acquisizione. Forse noi non riusciremo mai a raggiungerla.

Perché ci sono molte cose – non solo ajñāna o ignoranza – che lega l’individuo in questo corpo. Ci sono molte altre piccole cose – piccole ma potenti – che ci trattengono a questa coscienza di vita terrena. Esse ci hanno legato sin dalla nascita. Ed è per liberare noi stessi da questa schiavitù immediata che un certo stile di vita ci è stato prescritto nel contesto dello stile Vedico di vivere.

La prima cosa di cui dobbiamo liberare noi stessi è l’egoismo. Infatti l’identificazione con il corpo crea un falso senso di una separata personalità, una entità. Ed è non solo un falso senso: è un falso senso di una falsa personalità, dove la falsità della falsa personalità è attentamente velata alla nostra percezione. E’ dotata di un senso di essere una solida realtà, e noi siamo legati ad essa. Questo è il velo di Maya.

A causa di questo senso di una separata identità e dell’idea che questa personalità è molto, molto importante, sorge l’egoismo. Una persona egoista si aspetta sempre qualcosa dagli altri. E dove c’è aspettazione c’è miseria – c’è sempre miseria. C’è anche apprezzamento e disprezzo, attrazione e repulsione; c’è anche l’ira. Tutti questi sono i difetti dell’egoismo. Ma il più importante difetto dell’egoismo è l’aspettazione. Una psiche egoista o individuale, aspetta qualcosa dagli altri, da questo mondo, da ogni cosa , da tutta la creazione di Dio. Così, se volete liberarvi dalla miseria, dovete liberare voi stessi dall’egoismo attraverso un nuovo approccio alla vita.

Se il vostro atteggiamento diventa uno di altruismo, di assenza di ego, di vita per gli altri non chiedendo o prendendo dagli altri, voi non vi aspetterete nulla, ma darete ogni cosa. Allora voi siete liberi da frustrazioni e delusioni di non esaudimento delle attese, perché non c’è nessuna attesa che deve essere esaudita. Così la delusione del mancato esaudimento è fuori questione per voi: la eliminate dalla vostra vita. Diventate ‘accontentati’, voi siete persone felici, allegre e soddisfatte.

Noi anche dobbiamo gradualmente imparare a liberare noi stessi dalla rigida tirannica richiesta del corpo grossolano. Per fare questo, Patañjali prescrive Tapasyā (l’austerità). Allenate voi stessi alla durezza, a semplicità di vita. Non siate indulgenti con il vostro corpo. Non cercate il lusso. Non siate un debole tutta la vostra vita. Non concedete al corpo le troppe richieste alle sue domande per il confort e il lusso. Nella sua forma più estrema può significare camminare a piedi nudi con la testa scoperta sotto un caldo sole. Così, liberate voi stessi dalla tirannica stretta mortale che il corpo ha su di voi.

Ora questo è indicativo di quello che significa la liberazione. Applicatelo alle richieste che ogni guaina (kośa) ha sulla vostra coscienza: la guaina pranica con la sete e la fame, la guaina mentale con i suoi sentimenti desideri, schemi, immaginazioni e proiezioni nel futuro. In centinaia di modi esse vi tirannizzano. Ma a meno che non liberiate voi stessi dalla loro tirannica stretta mortale, come potete aspettarvi la liberazione suprema? A meno che non vi liberate da questi piccoli attaccamenti, da queste piccole affezioni terrene – piaceri dei sensi, senso di importanza – come potete aspettarvi la diretta Esperienza?

Noi dobbiamo ulteriormente liberare noi stessi dagli affetti e attaccamenti terreni. Fino a quando avete affetti e attaccamenti terreni, essi distraggono la vostra mente e focalizzano la vostra attenzione ed energia verso di essi. E fino a quando la vostra mente e il vostro cuore sono dispersi e focalizzati su varie cose, il donare voi stessi con tutto il vostro cuore alla Suprema Realtà è fuori questione.

Liberare voi stessi dagli attaccamenti e affezioni terrene è una preparazione, un indispensabile prerequisito per esaudire il più grande di tutti i comandamenti del Signore Gesù di – amare il Signore tuo Dio con tutto il vostro cuore, con tutta la vostra mente e tutta la vostra anima – con tutto il vostro essere. Noi dobbiamo rifiutare di essere ingannati, attratti e intrappolati nelle cose create. Dite: “ Non ogni cosa che avete creato o Signore, ma Voi e Voi soltanto è quello che desidero, a cui aspiro, che bramo, che cerco amorevolmente con tutta la devozione e amore del mio cuore.”
Questo è necessario se voi volete avere una stabile dimora nel Sé.

Quindi, dovete liberare voi stessi dalla potente attrazione dei sensi verso gli oggetti dei sensi. Dovete imparare a riconoscere la vuotezza di tutte le cose. Quello che pensate sia un piacere è in effetti dolore. Quello che pensiamo sia felicità è in effetti miseria. “I godimenti che sono nati dal contatto sono solo generatori di dolore” Gita”.
Così, molto categoricamente, chiaramente, senza ambiguità e senza errori, questa verità è stata messa di fronte a noi, non semplicemente per nostra conoscenza o informazione, ma per fare di essa la base della nostra relazione con tutte le piacevoli sensazioni e attrazioni degli oggetti dei sensi.

Quindi, quando questo è conosciuto, dominare i sensi diventa naturale; Voi non volete precipitarvi verso la vostra propria infelicità. Voi non volete correre verso la miseria e il dolore. Colui che discrimina non fa ciò. Colui che ha un intelletto risvegliato non va dietro ad essi. Siate una persona saggia; siate un viveki (colui che discrimina). Liberate voi stessi dai dolori che sorgono dall’attesa di piacevoli sensazioni, da quelle cose che sono la sorgente di miseria e dolore.
Quindi, liberate voi stessi dai sensi che vi attirano verso gli oggetti dei sensi. Liberatevi dalla tendenza della mente di muovervi verso i sensi. Disciplinate e controllate i sensi, la conquista della mente è anche una immediata liberazione. Questa è una liberazione per voi. Essa ha un’immediata rilevanza, e a meno che questa liberazione, nella sua immediatezza, è prima di tutto riconosciuta, perseguita e raggiunta, voi non potete muovervi verso quella Liberazione finale.

La liberazione comincia qui ed ora. La liberazione deve essere raggiunta proprio qui. Ed è solo quando sapete che l’intero universo visibile è un mito, un sogno, un lungo sogno – esso non ha sostanza, è privo di significato, è come una bolla, il suo valore è zero – allora voi diventate liberati dall’immediato oppressivo senso di quella cosiddetta solida realtà di questo mondo. Il Vedanta soltanto può liberarvi qui ed ora da questo senso oppressivo.
Voi non potte andare dietro a due realtà. Se volete dedicare voi stessi totalmente al raggiungimento della Realtà, Voi non potete avere competitori. Possono essere il mondo o Dio; possono essere l’Anatman e l’Atman. Ogni cosa che è creata è un grande inganno di Maya. Non solo questo universo, ma milioni e miliardi di universi costituiscono un grande nulla per un vero Vedantino, per il vero amante di Dio.

Dovreste liberare voi stessi proprio ora! La liberazione da questo senso di realtà dall’universo esteriore porta un’immediata totale serenità. Non c’è più alcuna inclinazione per l’essere inferiore muoversi in quella direzione o in quell’altra, per uno che conosce che uno si muove soltanto verso nullità, verso cose vuote. Così, perché opprimere voi stessi muovendovi verso qualcosa che non ha né significato, né valore, né sostanza?
Così uno viene collocato nel santuario più interno. La serenità prevale; la pace discende. Uno è sempre stabilmente stabilito nella pace che è sconosciuta a colui che prende questo mondo come una realtà.

Così, l’immediata liberazione di se stesso dall’egoismo, dall’amore delle cose create, dall’attrazione dei piacevoli oggetti dei sensi e dal senso di realtà delle apparenze, diventa una grande benedizione, un grande stato di beatitudine. Ciò porta immediati dividendi qui ed ora. Voi non dovete attendere per qualche stato lontano. Il guadagno di questo progressivo processo di liberazione è istantaneo. Voi stessi siete liberati da tutti i legami che vi legano ad ogni altra cosa che non sia la suprema Realtà.

Liberate voi stessi ogni momento. Continuate a liberare voi stessi con ogni respiro, con ogni passo che fate. Fate che la vostra intera vita giornaliera sia un processo che vi liberi sempre da ogni fattore che vi lega. Questo è il processo. Questa è la sadhana – la sadhana nascosta – conosciuta da voi, vista da Dio e da nessun altro. Lanciatevi verso questo processo di immediata liberazione, proprio ora ed ottenete un immediato guadagno passo dopo passo, progressivamente! Non c’è alcuna fine a questo immediato guadagno e benedizione, a questa sempre crescente benedizione!

Hari Om Tat Sat!

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