Dīkṣā Sampradāya Paramparā

Raffigurazione artistica del maestro a gambe incrociate

Iniziazione e continuità della Tradizione attraverso l’ininterrotta catena iniziatica

L’accesso all’insegnamento Tradizionale, valido per ogni aspetto della Tradizione UNA, sia Occidentale che Orientale, è vincolato ad alcune regole precise e non eludibili.
L’Iniziazione è impartita in modo diretto da un Maestro qualificato ad un discepolo del quale sono state verificate e riconosciute le qualità necessarie.
La continuità della Tradizione è garantita dalla successione temporale di Maestri-discepoli-Maestri che costituisce quella che è definita come “ininterrotta catena iniziatica tradizionale”.
L’accesso alla Sapienza della Tradizione, possibile solo nel rispetto di tali regole, avviene attraverso un percorso dove l’insegnamento è vissuto come esperienza diretta e personale, essendo teoria e pratica inscindibilmente legate.
Ne consegue che la semplice conoscenza teorica dei testi facenti parte del corpus della Tradizione da parte di profani è inficiata ‘ab initio’ da un limite insuperabile. Su questo punto tutti i Maestri, senza eccezione, concordano.
Tali sacri principi, ben noti alla Tradizione occidentale, trovano specifico riscontro nell’ambito delle varie forme proprie della Tradizione orientale, inclusa ovviamente quella Vedica.
Dīkṣā (iniziazione), Sampradāya (continuità), Paramparā (catena iniziatica) costituiscono nel loro insieme la regola, sempre rispettata da tutti gli Ordini Tradizionali, posta a tutela della Tradizione Vedica.

Dīkṣā

Nella Tradizione Indu e Vedica, il termine sanscrito Dīkṣā, sostantivo femminile traducibile come “iniziazione”, identifica il rituale iniziatico ovvero una consacrazione. Etimologicamente dīkṣā deriva dal verbo dīkś (consacrare).
La dīkṣā (iniziazione), impartita nel corso di un atto rituale, prevede l’uso di mantra ed avviene secondo precise modalità, quali il pensiero (smaraṇa dīkṣā), il tatto (sparśa dīkṣā), o lo sguardo (cakṣu dīkṣā). Cosa effettivamente avvenga durante l’iniziazione non è descrivibile, ne dicibile; la semplice descrizione letta da un profano è priva di Significato, quindi indecifrabile.
Con la dīkṣā il guru (il Maestro spirituale) opera direttamente l’inserimento del discepolo (shishya) nella Catena Iniziatica della Tradizione. Esistono varie forme di dīkṣā, corrispondenti a vari livelli d’iniziazione, fino all’ācārya dīkṣā, con la quale il discepolo viene consacrato come guru, quindi autorizzato a sua volta ad iniziare altri discepoli ed a trasmettere (paramparā, uno dopo l’altro) l’insegnamento della Tradizione in un’ininterrotta catena (sampradāya).

Paramparā

Il termine Paramparā (serie di successioni senza soluzione di continuità, passaggio da un all’altro) rimanda alla sequenza di successioni nella trasmissione della Sapienza da Maestro a discepolo, identificata con la formula guru- śiṣya paramparā.
Con il paramparā la Sapienza viene trasmessa nella sua integrità da una generazione alla successiva.
Con il termine è altresì spesso identificata la successione della catena dei Maestri guida della specifica forma tradizionale. In tale ambito sono oggetto di speciale devozione, oltre al Guru presente, anche i due Guru precedenti della catena iniziatica (kala-guru ovvero i quattro Guru) : Il Guru attuale, il Guru del Guru (Parama-guru), il Guru precedente (Parapara-guru– il Parama-guru del guru), l’ulteriore Guru della linea di trasmissione (Parameshti-guru– il Parapara-Guru del Guru).
Si tratta della trasmissione della Sapienza mediante un’esperienza pratica e diretta, senza soluzione di continuità attraverso i secoli. Nello Yoga, ad esempio, l’istruzione diviene effettiva, reale e completa solo nell’ambito del paramparā.
Si tratta di un percorso lungo di realizzazione, che va ben oltre la semplice acquisizione della pratica, dove la Sapienza è acquisita attraverso un processo di mutuo rispetto ed amore tra Maestro e discepolo.
Il compito del Maestro essendo quello della trasmissione della Tradizione così come a sua volta l’ha ricevuta, lungo una successione continua nel corso di millenni.

Sampradāya

Il termine sampradāya (trasmettere la Tradizione) deriva dal verbo sampradā, che ha il significato di donare, conferire, trasmettere. Sampradāya costituisce il sistema tradizionale della trasmissione diretta da Maestro a discepolo che a sua volta, divenuto maestro, lo trasmette fedelmente ad un nuovo discepolo, che lo riceve mediante l’ascolto (śravanam). In tal modo dando vita ad una catena di maestri (guru paramparā).

Glossario sanscrito

A cura del gruppo Kevala, Āśram Vidyā, Roma, 2008
www.Yoga.it/glossary.php

Dizionario sanscrito

Monier-Williams Sanskrit-English Dictionary. University of Cologne.
Gérard Huet, Héritage du Sanskrit – Dictionnaire sanskrit-français, 1994-2016

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