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Matsyāsana मत्स्यासन

Nome āsana:

Matsyāsana

Traduzione in italiano:

Posizione del pesce.

Etimologia:

मत्स्य matsya, “pesce” e
आसन āsana “postura” o “stare seduto”.

Descrizione:

Il nome dell’Āsana deriva dal fatto che, se praticata in acqua nella posizione del Loto, (per praticanti esperti) permette di galleggiare.
E’ una posizione di apertura ed estensione.
Āsana descritta in:

  • Gheraṇḍa Saṃhitā[1]
  • Haṭhayoga Pradīpikā[2]
Posizione yoga matsyāsana मत्स्यासन

Svāmī Cidananda[3]

PRATICA

Preparazione

Seduti in Dandāsana con le gambe distese davanti a sé, scendere lentamente come per stendersi in Savāsana, appoggiando prima il braccio e il gomito sinistro sul tappetino, al lato del busto, e poi l’altro braccio.
Le braccia rimangono vicine al corpo e parallele ad esso.
Oppure
Distesi in Savāsana, portare entrambe le mani, con i palmi rivolti a terra, sotto i glutei.

Esecuzione

Una volta portate le braccia in posizione, espirando inarcare il busto all’indietro e rovesciare la testa in modo da toccare terra con la sommità del capo o con la nuca.

Non eccedere nell’estensione del collo all’indietro.

Mantenere la posizione delle braccia o ai lati del busto o sotto le natiche.

Usare i gomiti come un sostegno per incurvare le reni. Senza forzare.

Mettere le mani sulle cosce, eliminando il supporto dei gomiti, rende la posizione più difficile e necessita di molta cautela.

Le gambe sono rilassate con i piedi orientati all’esterno.

Il peso del corpo è sostenuto dalle gambe e dal bacino, non dovrebbe gravare sulla testa.

Chiudere gli occhi e respirare lentamente nella posizione.

Se praticata come Āsana a se stante, tenerla da 1 a 3 minuti o per alcune respirazioni profonde (da 5 a 10, a seconda del livello).
A. Van Lysebeth consiglia di eseguire l’Āsana due volte piuttosto che tenerla per un tempo doppio.

Sciogliere la posizione: usando come supporto i gomiti far scivolare la testa sul tappetino, rilassare l’arco della colonna e ritornare in Savāsana.
Nell’Āsana classica le gambe sono incrociate in Padmāsana, con gli alluci tenuti nel palmo delle mani; ciò accentua la curvatura delle reni.
Matsyāsana in Padmāsana è tuttavia consigliata solo a praticanti esperti e attenti. Normalmente l’Āsana è insegnata nella versione sopra descritta anche per la difficoltà che gli Occidentali hanno di prendere la posizione del Loto.

Posizione yoga matsyāsana मत्स्यासन

Respirazione

Matsyāsana equilibra l’azione di Sarvangāsana e Halāsana sulla dinamica respiratoria.
Queste due ultime Āsana, comprimono la tiroide, a seguito del forte allungamento cervicale e limitano le respirazioni toracica e clavicolare, per l’impossibilità di espandere il torace.
In Matsyāsana, al contrario, si ha l’allargamento della trachea che permette di ossigenare gli apici polmonari, mentre l’innalzamento delle clavicole permette di allargare bene il torace e le costole. La respirazione si fa più profonda a livello toracico e clavicolare, mentre quella addominale è ridotta.
E’ importante mantenere il controllo della cintura addominale.
All’espirazione vanno contratti sia i muscoli addominali sia quelli intercostali per espellere tutta l’aria.

 

Benefici

Matsyāsana è un’Āsana di espansione che apre il petto e le spalle.
Aiuta a espandere il torace, se praticata con assiduità.
L’apertura della laringe e della trachea permette una profonda respirazione toracica, che arriva a ossigenare gli apici polmonari posti dietro e sopra le clavicole.

Matsyāsana fortifica la muscolatura della colonna vertebrale, aumentando l’afflusso di sangue ai nervi cervicali e dorsali superiori. Può attenuare la cifosi dorsale.
Stimola e tonifica il sistema endocrino, in particolare: la pituitaria (ipofisi) e la pineale (epifisi), situate nel cervello; il timo, che contribuisce alla regolazione del sistema immunitario; la tiroide che influisce su molteplici funzioni corporee.
Praticata dopo Sarvangāsana e Halāsana scioglie la rigidità di collo e spalle ed eventuali crampi della regione cervicale che possono verificarsi a seguito di una lunga pratica nelle precedenti posizioni, assicurandone così il massimo beneficio.

Lo stiramento della regione addominale e pelvica unito alla respirazione toracica opera un massaggio degli organi interni, in particolare di fegato, milza e pancreas posti sotto la gabbia toracica; inoltre scioglie ansie e blocchi a livello del plesso solare.

Matsyāsana contribuisce a combattere la costipazione[4] e ad alleviare le emorroidi infiammate.
Con la pratica costante corregge il portamento, con effetti benefici a livello mentale ed emozionale.
E’ benefica per l’asma, le bronchiti croniche, i dolori alla schiena e alla cervicale.

Le varie posizioni apportano gli stessi benefici.
Nell’Āsana classico, le gambe in Padmāsana determinano una maggiore irrorazione sanguigna verso gli organi riproduttivi, conseguenza delle diminuita circolazione nelle arterie delle cosce (a. femorali).

 

Cautele

Per evitare problemi alla spina dorsale, è importante assumere la posizione aiutandosi con le braccia e i gomiti e con grande attenzione. Le stesse cautele vanno adottate quando si esce dalla posizione.

 

Controindicazioni

Malattie cardiache, ulcera peptica, ernia e problemi alla schiena.
Disturbi o difetti all’orecchio medio possono causare nausea o vertigini.
Abbandonare la posizione fino a risoluzione.
Non praticare in gravidanza.

 

Aspetti anatomici

Posizione yoga matsyāsana मत्स्यासन

Estensione della spina dorsale e del grande psoas, rotazione verso il basso delle scapole e loro adduzione (muscoli trapezio e romboidi); estensione della spalla (capolungo del tricipite), rotazione interna e adduzione dell’articolazione scapolo-omerale (muscoli sottoscapolare, grande rotondo e lunghissimo del dorso).

Flessione dei gomiti, pronazione degli avambracci con il palmo della mano volto verso il basso.

Leggera flessione dell’anca con adduzione e rotazione interna, abbassamento delle gambe (muscoli posteriori della coscia), estensione del ginocchio (quadricipiti).

Altri muscoli coinvolti: tensore della fascia lata[5], iliaco e pettineo.

L’allungamento riguarda i muscoli simmetrici, anterolaterali del collo (sternocleidomastoideo) e gli intercostali interni (parte anteriore del torace); gli addominali si allungano (retto dell’addome), ma nello stesso tempo contrastano lo psoas che spinge gli organi in avanti (lavoro eccentrico). Allungamento delle braccia (coracobrachiale -che origina da un punto della scapola e s’inserisce nell’omero- e capolungo del bicipite).

Nella flessione dell’anca e nell’estensione della colonna il ruolo centrale è svolto dal grande psoas.

divisore fantasia geometrica

Varianti

Varianti della posizione delle gambe:

  • Ardha Padmāsana o il mezzo Loto, in alternativa Sukhāsana, la posizione facile;
  • Baddha Konāsana, posizione della farfalla o del ciabattino;
  • Supta Vajrāsana, posizione del diamante, del fulmine o dell’eroe, distesi (supta).

Nome asana per pratica di compensazione

Savāsana, Pachimottanāsana.

 

Nome sequenza in cui si trova inserita: nome della serie, es. Rishikesh

Matsyāsana è la contro-posizione di Sarvangāsana e di Halāsana.
Equilibra l’azione di queste due Āsana, che, esercitando una forte trazione sulle vertebre cervicali, comprimono la tiroide. Inoltre esse limitano la respirazione toracica e clavicolare.
Per compensare questi effetti si pratica Matsyāsana per metà del tempo in cui si sono mantenute le posizioni di Sarvangāsana e Halāsana.

 

Riferimenti bibliografici

Svāmī Satyananda Saraswati, Āsana, Prāṇāyāma, Mudra, Bandha, Yoga Pubblications Trust, Bihar, India, 2008.
Swami Satyananda Saraswati, Yoga Education for Children, Yoga Publications Trust, Munger, Bihar, India, 1990.
Van Lysebeth, Imparo lo Yoga, Mursia, 2012
L. Kaminoff, Yoga Anatomy, Calzetti &Mariucci, 2010.
F.I.Y., Corso Superiore di formazione insegnanti Yoga (ISFY), lezioni e appunti
https://loyogadellatradizione.com/asana/

divisore fantasia geometrica

[1]Gheraṇḍa Saṃhitā, Almora, Paris, 2013 (trad. e note J. PAPIN), pg. 35

[2]Haṭhayoga Pradīpikā, translated by Pancham Sinh, Pgg.29-30 ( da notare che non è riportato nelle edizioni principali).

[3]http://www.dlshq.org/

[4]Satyananda consiglia di bere 3 bicchieri di acqua prima di praticare l’Āsana.

[5]muscolo superficiale, laterale esterno dell’anca; è appiattito e allungato e si trova nella parte laterale dell’osso iliaco.

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