Ahiṃsā visto sullo sfondo dello spettacolo del mondo di oggi

Ahiṃsā visto contro lo sfondo dello spettacolo del mondo di oggi

Ahiṃsā Seen against the Background of the World Spectacle Today

di Śrī Svāmī Chidananda[1]

Simbolo che rappresenta l' Ahimsa, la non violenza

Śrī Svāmī Cidananda,[2] proseguendo l’opera di Śrī Svāmī Sivananda, ha arricchito i contributi sullo Yoga in generale e su Yama e Niyama in particolare, ribadendo così l’importanza dell’eredità del messaggio di Patañjali.
L’insegnamento degli Yogasūtra permea tutta la vita e le opere di Svāmī, che ne è stato manifestazione vivente. Mettendo al primo posto Ahiṃsā, il rispetto e l’Amore per tutto il Creato in ogni sua manifestazione.

Riportiamo una citazione integrale dal testo:
The Philosophy, Psychology and practice of Yoga, The Divine Life Society, Uttarakhand, 1999,[3] sia tradotto per il lettore italiano che nella sua versione originale.

 

Ahiṃsā visto contro lo sfondo dello spettacolo del mondo di oggi

Il primo degli Yama [Doveri verso ogni essere vivente] è il voto di astenersi dal ferire qualsiasi essere, qualsiasi creatura vivente. Questo è noto come Ahiṃsā. La persona che prende questo voto dichiara: “Da me non scaturiranno mai, in nessun modo, lesioni, dolore, sofferenza o distruzione alla vita “. Ciò significa che nessuno sarà ferito tramite pensieri, parole ed azioni.
Non dovrai causare dolore o sofferenza a nessuno — non solo verso gli altri esseri umani, ma anche a tutte le forme di vita. Questa è una sublime espressione della vostra natura superiore.
La tendenza ad affermare la tua natura inferiore, il tuo ego, la tua falsa identità, è causa generatrice di ogni tipo di durezza, crudeltà, offesa, insulto, abuso, fino ad arrivare ad alzare le mani per colpire, combattere e litigare. Tutto ciò scaturisce dalla manifestazione del falso “Io”; per questo
[Ahiṃsā] è il primo Dovere — il punto di accesso dello Yoga.
L’apprendista spirituale afferma: “Non devo causare qualsivoglia dolore o sofferenza a chiunque. Io non devo causare alcun dolore inutile a qualsiasi persona, e pertanto, le mie parole saranno pacate e portatrici di pace. Le mie azioni saranno conformi al bene degli altri, per il loro bene e felicità, non il contrario. Anche la mia mente penserà sempre il bene per gli altri. Avrò pensieri pieni di buona volontà, pace, affetto, amore, amicizia, fratellanza, unità, simpatia, gentilezza”.
Perché’? Solo se i pensieri sono di questa natura, è possibile far si che le vostre parole e azioni lo siano. In caso contrario non è possibile, perché la sorgente delle nostre azioni risiede sono prima di tutto nei pensieri. Così come sono i pensieri, così sono le azioni. Se un diverso tipo di pensieri è autorizzato a entrare nella mente, porteranno a un diverso tipo di parole e un diverso tipo di azioni.
I pensieri sono la radice, il seme, la fonte di tutte le attività. Le azioni sono solo l’espressione esteriore dei pensieri che dominano la mente e che spingono l’individuo. L’azione è il pensiero portato esteriormente. Per questo è necessario formulare pensieri
[conformi ad] Ahiṃsā, pensieri di compassione, pensieri di perdono, gentilezza, simpatia, cordialità, unione fraterna e pensieri di amore cosmico. Essi sono la parte più importante dello Yoga. Solo allora le tue parole saranno della stessa qualità, della stessa natura.

Poi capirete, con una piccola riflessione, che per la prima volta vi siete impegnati nel processo di una reale espressione del vero Sé, di una vera espressione del Sé. Lungi dall’effettuare qualsiasi repressione o negazione della libera espressione, state ora iniziando a dare espressione al vostro Sé reale, alla vostra vera identità, in cui sei divino, in cui tu sei l’Atman, il saccidānanda [सच्चिदानन्द] Atman, lo Spirito Divino, un centro di amore, un centro di tutto ciò che è bene e di buon auspicio, un centro di pace, un centro di dolcezza e gentilezza.
Qui inizia il processo reale dell’esprimere se stessi nel senso fondamentale del termine ‘Ahiṃsā’, nel vero senso del termine Ahiṃsā.
La grandezza di Ahiṃsā è così fondamentale che se essa non è presente, un essere umano è un essere umano solo nella forma. Egli può essere una creatura vertebrale verticale con due gambe, un bipede sulle vertebre verticale, ma se in lui non c’è Ahiṃsā, è un essere umano soltanto nella forma e nel nome, ma in realtà egli è un bruto. Egli è un bruto se egli maltratta la moglie, sgrida i figli, è duro con i suoi subordinati, calpesta i sentimenti degli altri, non gli importa un fico secco se ha fatto del male a qualcuno. Se è un maleducato, una persona dura, crudele, insensibile, egli è veramente un essere disumano, perché durezza e crudeltà disumanizzano un essere umano e lo lasciano umano solo nel suo aspetto esteriore, non nella sua natura reale.
Qui interviene la scienza dello Yoga per rendervi divino e buono, per farvi ritrovare la condizione di Supremo Puruṣa, l’Essere Divino. Di conseguenza, ci si deve sbarazzare da tutto ciò che costituisce il più grande ostacolo al processo dello Yoga, ciò che non vi consente di manifestarvi come un essere umano ma disumanizza e brutalizza la vostra natura.

Di conseguenza, assumere il Dovere di Ahiṃsā è affermare, “anche in punto di morte, non farò del male a nessuno, non ferirò nessuno, non voglio dare dolore o sofferenza a chiunque, non voglio danneggiare nessuno, non provocherò lesioni o distruzione a chiunque”. Questo è il Dovere.
La prima parte dello Yoga non è semplicemente una pratica spirituale o Sadhana, ma un Impegno solenne che è necessario prendere, cui aderire con eroismo, rendendoti l’incarnazione della gentilezza, della compassione, dell’amore universale, della mitezza, della dolcezza e del perdono.

 

Lo spettacolo che offre il mondo odierno è diametralmente opposto al Significato di Ahiṃsā, uno spettacolo che ci riempie di grande angoscia e dispiacere

Nelle nazioni in tutto il mondo, a causa di un concetto completamente deformato della vita umana e del suo obiettivo finale, l’organizzazione della società umana ha finito per accettare il concetto e il fenomeno dell’armamento sistematico di un gran numero di cittadini, spendendo per esso una grande quantità di denaro, dando alle persone un addestramento che le stravolge e le prepara a uccidere, distruggere. Gli arsenali delle nazioni sono pieni di macchine di incredibile crudeltà e distruzione che brutalizzano completamente la natura umana, che disumanizzano completamente la società umana. E tutto questo è fatto in un modo altamente organizzato. Sull’argomento sono scritti grandi libri scientifici e tecnici, ci sono importanti istituzioni dove le persone vanno a studiare questi libri per ottenere una piena conoscenza sul tema. Così noi conosciamo dalla visione dello yoga che l’uomo è divino e che il supremo e divino destino dell’essere umano è di diventare una persona positiva che irradia gioia e pace ovunque, quando sappiamo tutto ciò e vediamo il triste spettacolo della corsa mondiale agli armamenti, pensiamo, “Ah! Ciò che un vero peccato!”.

Vediamo come tanti esseri umani sono privati della loro grande pace a causa della visione sbagliata della società umana, per l’approccio sbagliato ai rapporti  sociali e della vita sociale all’interno della comunità globale. Troviamo che tutto ciò sia un peccato. Non riusciamo a capacitarci di come gli esseri umani siano privati di questa grande eredità, che è loro diritto di primogenitura, rappresentata dalla visione della scienza dello Yoga. Osserviamo ciò che sta accadendo, di come migliaia e milioni di persone sono addestrate solo per uccidere, distruggere, danneggiare e ferire nei modi più diabolici e terribili —guerra, guerra batteriologica e così via. Se vi addentrate nei meandri delle logiche della guerra, non sarà possibile ottenere il sonno. Il tuo cuore soffrirà. Sarà oppresso dall’ orrore, questo è quello che sta succedendo su vasta scala in tutto il mondo, perfino nella terra di Buddha, perfino nella terra del Signore Krishna, nella terra di Patañjali e Yoga Śāstra. Ed è fatto basandosi sul motivo che non abbiamo altre alternative, che però non vorremmo queste cose, anche se ci piacerebbe molto dare spazio alla fratellanza universale, pace, unità, un mondo unito, ma, quando i nostri vicini sono di natura diversa, non abbiamo nessun’altra alternativa. Dobbiamo essere forti per la nostra sicurezza, per la nostra autodifesa; queste armi non sono destinate ad aggredire, per vendicarsi, ma per proteggere noi stessi, per difenderci da soli. In questo modo, la mentalità umana tenta di razionalizzare cose che sono totalmente sbagliate, ingiuste e contro l’ordine morale di questo mondo. Si cerca di giustificare queste cose.

Ma sono molto disumanizzanti, molto brutalizzanti. L’ uomo diventa un bruto, ritorna ancora una volta ad uno stato brutale, anche mentre è nella società umana come un essere umano. Se si getta una bomba e dieci persone vengono uccise, gli viene consegnata una medaglia. A volte, se ha ancora una coscienza, poi inizia a sentirsi molto male . Diventa, forse, mentalmente sconvolto, squilibrato e tutta la sua personalità subisce un cambiamento. Quando torna dalla guerra, non si reinserisce nella società normale. Alcune persone si trasformano in criminali, ladri di strada, alcuni commettono suicidio. Ogni tipo di malessere si diffonde tra le persone impegnate in tali attività, totalmente contrarie alla loro natura divina.
Per questo Patañjali inizia con l’affrontare il più grande pericolo presente sulla via dell’ evoluzione superiore, sul percorso della crescita spirituale, vale a dire la violenza; per contrastare tale pericolo fa presente il Dovere di Ahiṃsā.

Testo originale:

Ahiṃsā Seen against the Background of the World Spectacle Today

The first of the Yamas is the vow to abstain from injuring any living being, any creature.
This is known as Ahiṃsā. The person who takes this vow declares: “From me there shall come no injury, no pain, no suffering or destruction to life in any form”. This means that either through your thinking or through your words or through your actions you will not injure anyone. You will not bring pain or suffering to anyone—not only to fellow human beings, but to all forms of life. This is a sublime expression of your higher nature.
The tendency to assert your lower nature, your ego, your false identity, leads to all sorts of harshness, cruelty, hardness, insult, abuse, even to raising your hand and coming to blows, fighting and quarrelling.
All this comes out of the expression of the false ‘I’, and hence the first vow—the entry-point of Yoga. The spiritual aspirant says: “I shall not cause any pain or suffering to anyone. I shall not cause any unnecessary sorrow to any person, and therefore, my speech will be soft and peace-giving. My actions will be such as will be conducive to the good of others, to the benefit and happiness of others, and not the contrary. And my mind also will always think well of others.
It will be thoughts full of goodwill, peace, affection, love, friendliness, brotherhood, oneness, unity, sympathy, kindness”. Why? Only if the thoughts are of this nature, it is possible to make your words and actions also of the same nature.
Otherwise it is not possible, because the fountain-source of our actions are the thoughts, first and foremost. As are the thoughts, so are the actions. If a different kind of thoughts are allowed to gain entry into the mind, they will lead to a different kind of words and a different kind of actions. Thoughts are the root, the seed, the source of all activity.

Actions are only the outer expression of the thoughts dominating the mind and impelling the individual. Action is thought translated outwardly. So, the necessity of Ahiṃsā thoughts, compassion thoughts, forgiveness thoughts, kindness thoughts, sympathy thoughts, friendliness thoughts, brotherly-unity thoughts and cosmic-love thoughts. They are the most important part of Yoga.
For, then alone your speech also will be of the same quality, of the same nature.
Then you will understand, with a little reflection, that for the first time you are engaged in the process of real self-expression, of true self-expression. Far from effecting any suppression or denial of self-expression, you are now commencing to give expression to your real self, to your true identity, in which you are divine, in which you are the Atman, the Satchidananda Atman, the

Divine Spirit, a centre of love, a centre of all that is auspicious and good, a centre of peace, a centre of sweetness and kindness.
Here commences the true process of your expressing yourself in the fundamental sense of the term ‘Ahiṃsā’, in the real sense of the term Ahiṃsā. The greatness of Ahiṃsā is so much that if it is not there, a human being is a human being only in form.
He may be a vertical vertebral creature with two legs, a biped on vertical vertebrae, but if he does not have Ahiṃsā in him, only in form and name is he a human being, but actually he is a brute. He is a brute only if he ill-treats his wife at home and shouts at his children and is harsh to his servants and subordinates and rides roughshod over the feelings of others and does not care a hoot whether he has hurt anyone or not.
If he is a rude person, harsh person, cruel person, hard-hearted person, he is really an inhuman being, because harshness and cruelty dehumanise a human being and leave him human only in his outer appearance, but not in his actual nature. And here comes Yoga science to make you divine and godly, to make you regain your status as the Supreme Puruṣa, the Divine Being.
Therefore, that which is the greatest obstacle to the Yoga process, that which is something that does not leave you even as a human being but dehumanises you and brutalises your nature, that should be got rid of. Therefore, take this vow of Ahiṃsā and say, “Even at the point of death, I will not hurt anyone, I will not injure anyone, I will not give pain or suffering to anyone, I will not harm anyone, I will not cause destruction or injury to anyone”. This is the vow. The first part of Yoga is not merely a spiritual practice or Sadhana, but a vow which you must take and adhere to like a hero, making yourself an embodiment of kindness, compassion, universal love, softness, sweetness and forgiveness. 

 

Diametrically opposed to this concept of Ahiṃsā is the world spectacle today which fills one with great distress and great pity

In nations all over the world, due to a completely warped concept of human life and its ultimate goal, organised human society has come to accept the concept and the phenomenon of systematically giving training in arms to a large number of citizens, spending a great deal of money upon it, training which totally brutalizes them and prepares them to kill, to destroy.
The armouries of nations are full of machines of incredible cruelty and destruction that completely brutalize human nature, that completely dehumanise human society. And all this is done in a carefully organised way.
Great scientific books, technical books, are written upon this subject, and there are great institutions where people go and study these books to get a full knowledge of it all.

So, when we know from the vision of Yoga that man is divine and the ultimate divine destiny of the human being is to become a godly personality, radiating joy and peace everywhere, when we know this and we see the sorry spectacle of an arms race in the world, we feel, “Ah! What a great pity!” We see how vast sections of human beings are deprived of their great blessedness due to the mistaken view of human society and due to the wrong approach to social relationship and social life within the global community.
We find how unfortunate they are. We do not know how it is that they are deprived of this great heritage which is their birthright from the vision of the science of Yoga. We look at this thing that is happening and gasp how countless thousands and millions of people are trained only to kill, destroy, harm and injure in diabolical ways, and in more and more terrible ways—poison-gas warfare, bacterial germ warfare and so on.
If you go into the intricacies of war, you will not get sleep. Your heart will be wrenched. It will be wrung in horror and agony, and yet, this is what is going on upon a vast scale all over the world, even in the land of Buddha, even in the land of Lord Krishna, in the land of Patanjali and Yoga Śāstra. And it is done upon the plea that we have no other alternative, that though we do not want these things, though we would very much like to give up these things and have universal brotherhood, peace, unity, one world and all that, when our neighbours are of a different nature, we have no other alternative left.

For our own safety, for our own self-defence, we have to be strong; and these things are meant to be used not in offence, but in retaliation, to protect ourselves, to defend ourselves. In this way, the human mentality tries to rationalise the things that are totally wrong, unrighteous and against the great moral order of this world. It tries to justify these things. But they are very dehumanising, very brutalizing.
Man becomes a brute, goes back once again into a brutal state, even while he is in human society as a human being. If he throws a bomb and ten people are killed, he is given a medal. And sometimes, if he has got a conscience still, he starts feeling very bad afterwards. He becomes, may be, mentally shocked, deranged, and his whole personality undergoes a change. When he comes back from the war, he cannot fit into normal society. Some people turn into criminals, some into dacoits and highway robbers, some commit suicide. All sorts of disease spread due to people engaging in such activities as are totally against their divine nature.
So, Patanjali starts with the greatest danger that is present in the way of higher evolution, in the way of spiritual unfoldment, namely, violence; and to counter that danger, advocates the vow of Ahiṃsā.

Fabio Milioni

divisore fantasia geometrica

[1]Tratto dal testo:
Dall’Uno della Tradizione ai Sistemi Aperti
Patañjali Yogasūtra – Il ‘punto di vista’ Yoga Vol I -Yama e Niyama, i Doveri (astensioni e osservanze) III^ ed.

[2]www.chidananda.org

[3]Testo liberamente scaricabile dal sito
http://www.rsl.ukans.edu/pkanagar/divine/

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